Firmato in Sardegna l’accordo per i medici di base, una svolta attesa da quindici anni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Dopo un’attesa protrattasi per oltre un quindicennio, la medicina generale in Sardegna volta pagina con la firma dell’Accordo Integrativo Regionale. Un provvedimento che segna una discontinuità col passato, fortemente voluto dall’assessore regionale alla Sanità e raggiunto grazie alla collaborazione delle organizzazioni sindacali, per rafforzare l’assistenza territoriale e modificare in profondità le condizioni di lavoro dei medici.

Le principali novità dell'accordo

Tra gli elementi di maggiore novità emerge l’obbligo per le Aziende sanitarie locali di garantire la sostituzione dei medici del ruolo unico in caso di assenza per malattia, maternità o infortunio. Una disposizione che affronta una criticità storica e che l’assessore ha definito un “segnale concreto di vicinanza alla categoria”.

Il caso che ha accelerato l'intervento

La necessità di un intervento così incisivo era emersa con urgenza anche a seguito della scomparsa della dottoressa Maddalena Carta, medico di famiglia a Dorgali. La sua vicenda ha messo in luce le conseguenze di un carico di lavoro eccessivo e di un sistema che non concedeva al medico la facoltà di fermarsi se non dopo aver individuato un collega disponibile alla sostituzione.

Superare le rigidità del passato

L’Accordo si propone di superare tali rigidità, agendo proprio sul “nodo” che aveva reso impossibile, per alcuni, prendersi una pausa. Un cambiamento che delinea un nuovo percorso per la professione, il cui impatto dovrà essere misurato nella sua concreta applicazione all’interno del tessuto sanitario regionale.

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