Leonardo DiCaprio, tra baffi veri e un nuovo meme, è il vero protagonista degli Oscar 2026

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 98esima notte degli Oscar, quella celebrata al Dolby Theatre di Los Angeles e che ha visto il trionfo di Una battaglia dopo l’altra come miglior film, potrebbe essere ricordata per le sei statuette vinte dalla pellicola di Paul Thomas Anderson, eppure, a ben guardare, è stata la figura di Leonardo DiCaprio a catalizzare l’attenzione di pubblico e social network, pur non avendo vinto il premio come miglior attore protagonista, andato invece a Sean Penn proprio per il medesimo film. L’attore, 51 anni, si è presentato sul tappeto rosso con un look che non è passato inosservato: un paio di baffi folti e ben curati, uno stile che qualcuno ha già ribattezzato pornstache, e che ha immediatamente fatto sorgere piú di una domanda. La scelta di sfoggiare baffi veri, e non finti come accadde durante le riprese di C’era una volta a… Hollywood – quando l’attore raccontò che quelli posticci finivano continuamente in bocca rendendogli le riprese un tormento –, ha un significato preciso, forse legato al prossimo progetto professionale. Si mormora, infatti, che quella peluria facciale sia funzionale al personaggio che interpreterà nel nuovo film di Martin Scorsese, What Happens at Night, girato accanto a Jennifer Lawrence, e se ne era già avuta qualche avvisaglia dalle prime immagini trapelate dal set.

Accanto a lui, in platea, c’era la compagna Vittoria Ceretti, top model bresciana, e per la coppia, insieme dal 2023, è stata questa la prima volta sui celebri scranni del Dolby Theatre, nonostante la Ceretti avesse già calcato palcoscenici internazionali durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Lei, splendida in un abito rosso scuro di Pieter Mulier per Alaïa, lui in uno smoking nero firmato Dior impreziosito da una spilla a forma di ape, un omaggio al suo impegno per l’organizzazione ambientalista Re:wild. La loro presenza, per quanto discreta – lui ha posato da solo sul red carpet –, ha rubato la scena, ma è stato un momento ben preciso della serata a proiettare DiCaprio nell’empireo della viralità, confermandone lo status di re indiscusso dei meme.

L’espressione che diventa un fenomeno, su richiesta del conduttore

Il momento è arrivato durante il monologo di apertura del conduttore Conan O’Brien, quando questi, dopo qualche battuta sui pericoli rappresentati dalle comunità della opera e del balletto in risposta alle dichiarazioni di Timothée Chalamet, ha deciso di coinvolgere direttamente DiCaprio. “Facciamo un nuovo meme con Leo, proprio ora”, ha dichiarato O’Brien, mentre la regia inquadrava l’attore, seduto in prima fila accanto alla Ceretti. Sullo schermo, in sovrimpressione, è apparsa la scritta “TFW you didn’t agree to this”, ovvero “Quella sensazione quando non avevi acconsentito a tutto ciò”. DiCaprio, dal canto suo, ha assecondato perfettamente il gioco, assumendo un’espressione tra il confuso, il perplesso e leggermente infastidito, come di chi si trova coinvolto in una situazione non richiesta. Quell’espressione, immortalata e diffusa in tempo reale, ha fatto il giro del web in pochi minuti, aggiungendosi a una lunga e gloriosa tradizione che comprende la risata in Django Unchained, l’indicare il televisore in C’era una volta a… Hollywood e il brindisi con la coppa di champagne ne Il grande Gatsby.

L’aneddoto dei baffi, che siano un tormento o meno, si intreccia così con la capacità innata dell’attore di diventare involontariamente iconico. Se da un lato c’è la riflessione, quasi filosofica, del regista Martin Scorsese, il quale ha sempre sostenuto che “il dettaglio giusto può cambiare la percezione di un personaggio”, dall’altro c’è la pura, semplice e immediata potenza comunicativa di uno sguardo o di un’espressione. Durante la serata, non è stato l’unico a rubare la scena ad altri: Teyana Taylor, una delle sue colleghe in Una battaglia dopo l’altra, è stata ripresa mentre, esplodendo di gioia per la vittoria del film, abbracciava e quasi “strangolava” il regista Paul Thomas Anderson, in un momento di entusiasmo autentico e contagioso.

La serata di gloria per *Una battaglia dopo l’altra* e l’enigma del look

E se DiCaprio non ha portato a casa la statuetta personale, il film di cui è protagonista, Una battaglia dopo l’altra, ha dominato la notte con sei premi, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista, andato come detto a Sean Penn. Un trionfo corale che, paradossalmente, ha reso ancora più centrale la figura di DiCaprio, presente ma non premiato, elegante ma con quel tocco di novità nei baffi che ha tenuto banco per tutta la durata della cerimonia. Qualcuno, analizzando il look, ha parlato di un’aria quasi austera, da “generale delle milizie del Dolby Theatre”, un’immagine lontana da quella del divo eternamente ragazzo a cui eravamo abituati, e che forse preannuncia una svolta, un’ulteriore maturità artistica. La domanda, per gli appassionati, rimane aperta: quei baffi sono solo un vezzo estetico o rappresentano il biglietto da visita per un nuovo, profondo personaggio? Quel che è certo è che, tra il nuovo meme e i baffi veri, DiCaprio ha vinto la sua personale battaglia per la visibilità, dimostrando ancora una volta che, a volte, a consegnare un premio è la capacità di rimanere impressi nell’immaginario collettivo.

Un debutto in coppia e l’attenzione del pubblico

Non va dimenticato, poi, il significato della presenza di Vittoria Ceretti al suo fianco, un passo ulteriore nella pur riservata vita privata dell’attore. La modella italiana, che in passato aveva raccontato come la notorietà del compagno possa essere “estremamente fastidiosa” quando si viene ridotti a semplici appendici, è app apparsa rilassata e sorridente, complice delle battute di O’Brien e parte integrante di una serata che, per la coppia, rappresenta una tappa importante. E mentre il web continuava a produrre varianti del nuovo meme, con la didascalia “TFW you didn’t agree to this” applicata alle situazioni più disparate, dentro il Dolby Theatre si consumava l’ultimo atto di una notte che, al di là dei premi, ha consegnato agli archivi un’immagine precisa: quella di un attore affermato, capace di giocare con la propria immagine e di trasformare un semplice sguardo in un fenomeno culturale.

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