Marco Bezzecchi, l’uomo dei record: quarta vittoria di fila in MotoGP e comando del mondiale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era partito nel migliore dei modi, Marco Bezzecchi, in questo fine settimana brasiliano che segnava il ritorno della MotoGP a Goiania dopo decenni di assenza. Il venerdì, come lui stesso ha ammesso, era stato complicato, con il passo lontano dai migliori e la necessità di passare attraverso le insidie della Q1, un ostacolo che avrebbe potuto minare le certezze di qualsiasi pilota. E invece, a conti fatti, il fine settimana si è trasformato nell’ennesima dimostrazione di forza del riminese, capace di trasformare le difficoltà iniziali in un trionfo che ha il sapore della consacrazione. Con il successo nel Gran Premio del Brasile, il secondo in questa stagione dopo quello in Thailandia, Bezzecchi ha messo a segno un filotto impressionante: quattro vittorie consecutive tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, un’impresa che nell’era moderna della top class (dal 2002 in poi) era riuscita fino a ora soltanto a Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Marc Marquez e all’altro italiano, Francesco Bagnaia. Un club esclusivo, insomma, in cui il pilota della Aprilia ha appena infilato il suo nome.

L’aprilia detta il passo: doppietta a Goiania e sorpasso in classifica

La gara domenicale, partita dalla seconda casella della griglia, ha raccontato la storia di un dominio senza appello. Bezzecchi ha preso subito il comando, sfruttando la scia del poleman Fabio Di Giannantonio per attaccarlo in avvio, e da quel momento non ha più lasciato la testa della corsa, nemmeno per un istante. Il suo ritmo è stato semplicemente inaccessibile: un vantaggio che ha toccato i tre secondi, gestito con la sicurezza di chi sa di avere una moto perfetta e una condizione psicologica ai limiti della perfezione. Alle sue spalle, a completare un quadro ideale per la casa di Noale, è arrivato il compagno di squadra Jorge Martin, autore di una rimonta decisa dalla quinta posizione fino al secondo gradino del podio, il primo da quando, due anni fa, aveva conquistato il Titolo mondiale. La doppietta della squadra ufficiale Aprilia manda un segnale chiarissimo al resto del paddock, e in particolare alla Ducati che fino a ieri sembrava inattaccabile: il progetto di Noale non solo regge il confronto, ma in questo avvio di mondiale sta imponendo un ritmo che nessuno sembra in grado di sostenere.

La giornata nera di Bagnaia e le difficoltà della Ducati

Se il fronte Aprilia esulta, quello Ducati esce da Goiania con più di qualche mal di testa. Francesco Bagnaia, il grande rivale designato per il titolo, ha vissuto un fine settimana da incubo: dopo un sabato opaco, domenica è finito a terra con un low-side al tornante 1, costringendolo a ritirarsi e a lasciare il Brasile con un magro bottino di punti che lo relegano in tredicesima posizione nella classifica generale. La caduta, la seconda in due gare se si considera il ritiro in Thailandia, è un campanello d’allarme per il piemontese, che si ritrova già con un distacco pesante dalla vetta. L’altra faccia della medaglia, per la casa di Borgo Panigale, è la prestazione del campione del mondo in carica Marc Marquez. Lo spagnolo, vincitore della Sprint del sabato, ha dovuto accontentarsi del quarto posto nella gara lunga, cedendo anche il gradino più basso del podio a Fabio Di Giannantonio dopo un duello acceso ma pulito. Il romano del team VR46, autore di una partenza al palo, si conferma così il miglior pilota Ducati al traguardo, un risultato che lo proietta al quarto posto in campionato, davanti proprio allo spagnolo.

Classifica mondiale e le condizioni al limite del circuito

La classifica iridata, dopo due appuntamenti su ventidue, premia dunque la solidità di Bezzecchi: l’azzurro guida con 56 punti, undici in più di Jorge Martin (45) e quattordici su Pedro Acosta (42), il quale aveva iniziato il campionato in testa ma ha chiuso la gara brasiliana in una anonima settima posizione, pagando probabilmente la scelta azzardata della mescola morbida al posteriore. Il Gran Premio del Brasile, va detto, si è corso in condizioni al limite. Il caldo torrido e il degrado dell’asfalto, che presentava delle crepe pericolose soprattutto nelle curve 11 e 12, hanno costretto la direzione gara a ridurre la distanza prevista da 31 a 23 giri, una decisione comunicata ai piloti pochi minuti prima della partenza. Una situazione di emergenza che ha richiesto anche un lavoro straordinario da parte dei commissari, impegnati nella notte a riparare il fondo. Bezzecchi, interpellato al riguardo, ha ammesso di non avere chiare le ragioni del provvedimento, trovandosi però d’accordo con la scelta in ottica di gestione della gara. La MotoGP lascia ora il Sudamerica per approdare ad Austin, in Texas, dove tra pochi giorni si correrà il Gran Premio degli Stati Uniti, un circuito che storicamente premia le doti di Marc Marquez ma che in questo momento sembra fatto su misura per la striscia impressionante del numero 72 di Aprilia.

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