Ucciso in stazione a Verona, indagato l'agente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alla stazione di Verona Porta Nuova, domenica mattina, un tragico episodio ha scosso la città: un agente della Polfer ha ucciso con un colpo di pistola il 26enne Moussa Diarra. Il giovane, originario del Mali e arrivato in Italia dalla Libia, aveva danneggiato vetrine e veicoli, aggredendo alcuni agenti della polizia locale e di Stato. In un momento di concitazione, Diarra si è scagliato contro l'agente della Polfer con un coltello, costringendolo a usare l'arma per proteggersi.

Il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, ha dichiarato che l'episodio si inserisce in un contesto di legittima difesa, ma le indagini sono ora orientate a valutare se vi sia stata una condotta colposa. L'ipotesi colposa, ha spiegato Tito, si verifica quando c'è una reazione di difesa esagerata, in cui manca la proporzionalità tra difesa e offesa, configurando così una valutazione sbagliata della reazione difensiva.

Moussa Diarra abitava al primo piano del Ghibellin Fuggiasco, un edificio occupato che ospita circa 40 migranti provenienti da Mali, Burkina Faso, Niger e Guinea. Il suo giaciglio, fatto da una copertina rosa sui cuscini di un vecchio divano, è ora un triste ricordo per i suoi amici. Uno di loro ha raccontato che erano arrivati insieme a Verona, cercando una vita migliore.

L'assessore comunale di Verona, Jacopo Buffolo, ha commentato l'episodio su Instagram, suscitando polemiche a livello nazionale.

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