Le ultime telefonate ai genitori dei figli rapiti da Hamas al rave e dai kibbutz: «Mamma, aiutaci»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il dramma delle famiglie che sperano di rivedere gli ostaggi tornare a casa è palpabile. Yoni Asher, 37 anni, ha assistito al telefono al rapimento della moglie e delle due figlie di tre e cinque anni. L'orrore della diretta lo ha lasciato senza parole, ma non senza speranza. Asher ripone tutte le sue speranze nel residuo di umanità che tenta di risvegliare nei cuori degli sgherri di Hamas.

Israele ha contattato le famiglie di 60 rapiti a Gaza. "Abbiamo aggiornato per ora 60 famiglie di rapiti" ha detto il portavoce militare Daniel Hagari. L'esercito ha preparato un centralino da cui i parenti dei rapiti possono ricevere aggiornamenti e a cui possono essere dirette nuove testimonianze.

Il dramma di Gaya Calderon, 21enne israeliana, coincide con quello di un'intera nazione. Ha perso tutti i contatti con la sua famiglia dopo l'assalto delle forze di Hamas nel kibbutz Nir Oz, vicino alla Striscia di Gaza. Un luogo divenuto tristemente simbolo della violenza cieca dei terroristi che non hanno esitato a massacrare uomini, donne e bambini. Quando è partito l'assalto Gaya si trovava a Tel Aviv.

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