Torino, la rimonta dell’orgoglio: D’Aversa blinda la salvezza e frena la corsa scudetto dell’Inter

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La capolista, che ormai occupa stabilmente la vetta della classifica, è stata agganciata e bloccata sul 2-2 da un Torino trasformato nella ripresa, una squadra che ha ribaltato l’inerzia di un match apparentemente già chiuso. L’Inter, infatti, aveva costruito il proprio vantaggio nella prima frazione con Marcus Thuram (bravo ad anticipare la difesa su un cross pennellato di Dimarco) e lo aveva consolidato nella ripresa con Yann Bisseck, il quale – complice l’ennesimo assist del suo esterno – aveva sottolineato una supremazia che sembrava inattaccabile. Eppure, la truppa guidata da Roberto D’Aversa, pur incassando i colpi, non ha mai abdicato.

La scossa di Simeone e l’ingresso di Zapata come svolta tattica

A cambiare il volto della sfida, al di là del risultato, sono state le mosse dell’allenatore granata. Questi, proprio come riferito nel post-partita, ha spostato gli equilibri grazie all’innesto di forze fresche in grado di sporcare le linee di passaggio nerazzurre; e se è vero che la difesa interista ha retto per oltre un’ora, è altrettanto vero che il piglio dei subentrati ha trasformato la disperazione in lucidità. Al 70’ Giovanni Simeone – che "sa sempre fare la cosa giusta al momento giusto" secondo il suo tecnico – ha raccolto un assist illuminante di Ilkhan, accorciando le distanze con un mezzo scavetto che ha gelato Sommer. Non è stato un caso isolato: la freschezza di Duván Zapata (entrato pochi minuti prima) ha messo in difficoltà una retroguardia avversaria fin lì perfetta, creando quella confusione decisiva nell’area di rigore.

Il penalty del pareggio e il verdetto del Var su Carlos Augusto

Il momento cruciale della contesa, però, porta la firma del signor Mariani. Dopo una concitata azione offensiva del Toro, il direttore di gara è stato richiamato al monitor per una *on field review*: il braccio di Carlos Augusto, mentre tentava di contrastare Zapata, era in una posizione innaturale, tanto da intercettare il pallone in area. Una decisione, quella del penalty, che ha scatenato le proteste dei nerazzurri ma che, di fatto, ha restituito equilibrio al tabellino. Sul dischetto si è presentato Nikola Vlasic, il quale – come sottolineato anche da D’Aversa prima del fischio d’inizio – possiede le caratteristiche per fare la differenza nei grandi palcoscenici; il serbo ha incrociato con potenza, firmando il definitivo 2-2 e completando una rimonta che sa di impresa.

La matematica salvezza e la beffa per la capolista di Chivu

Per il Torino, questo pareggio non rappresenta soltanto un punto di prestigio contro la squadra che comanda il campionato; significa soprattutto aver raggiunto aritmeticamente la salvezza a quattro giornate dal termine. Una reazione, quella descritta dai cronisti come "da Toro", che ha evidenziato il carattere di un gruppo capace di rialzarsi dopo la doccia fredda dei gol subiti. Per l’Inter di Cristian Chivu, invece, il vantaggio sul Napoli – sebbene ancora cospicuo – si è ridotto a +10 in attesa del match degli azzurri: la matematica certezza del Titolo dovrà quindi attendere almeno la prossima giornata, vanificando l’opportunità di chiudere i conti in trasferta.

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