Missoni, l’addio della famiglia e il nuovo corso targato Fsi: la lettera ai dipendenti e il rilancio firmato Proli

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un passaggio, nella lettera che gli eredi di Ottavio e Rosita Missoni hanno indirizzato ai dipendenti del gruppo, che restituisce con esattezza il peso di quanto accaduto a Sumirago: l’azienda, viene scritto, non è soltanto un marchio, ma una storia di creatività, passione e impegno condiviso.

Parole che arrivano a conclusione di un’operazione ormai definita nei numeri, dopo che il closing del 20 maggio ha sancito l’uscita definitiva della famiglia dal capitale della maison fondata nel 1953. pambianconews +3

Il controllo è passato ufficialmente a Fsi – Fondo Strategico Italiano, salito al 73%, mentre il rimanente 27% è stato rilevato dal gruppo tedesco Katjes International attraverso la sua controllata Katjes Quiet Luxury, la stessa che già gestisce il marchio Bogner.

Una cesura netta, che però – come tiene a sottolineare l’amministratore delegato Livio Proli – non intacca affatto il percorso gestionale intrapreso negli ultimi anni. ilmessaggero +3

La “decisione sofferta” e il ruolo della fondazione

La lettera, indirizzata ai lavoratori e ripresa da diverse testate, non nasconde la natura complessa del passaggio. La definiscono, gli undici firmatari tra cui Angela, Luca e Margherita Missoni, una “decisione importante e molto sofferta”, maturata però con grande senso di responsabilità per rafforzare le prospettive future dell’azienda. repubblica +3

Non c’è, in quelle righe, alcuna traccia di rottura traumatica; piuttosto, la consapevolezza che l’ingresso di soci finanziariamente solidi – come il fondo guidato da Barnaba Ravanne, che assume la presidenza del consiglio di amministrazione – possa garantire quella stabilità necessaria a competere nel lusso globale.

La famiglia, d’altronde, non scompare del tutto dal firmamento Missoni: le verrà affidata la gestione della Fondazione Ottavio e Rosita Missoni, entità separata destinata a custodire l’archivio storico e l’eredità artistica dei fondatori. ilgiorno +3

Numeri in crescita e continuità manageriale

A giustificare, sul piano industriale, questa scelta – che poteva portare il marchio lontano dai confini nazionali, vista la voce di un possibile interesse da parte di Authentic Brands Group – sono i risultati ottenuti proprio sotto la gestione di Proli, nominato ceo nel 2020.

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia e a un contesto geopolitico complesso, la società ha più che raddoppiato il proprio fatturato, superando i 130 milioni di euro, con un Ebitda attestatosi intorno ai 20 milioni. varesenews +3

Ecco perché, nel nuovo assetto, la governance attuale viene sostanzialmente blindata: Proli resta alla guida, con il compito di portare avanti il piano industriale che si spinge fino al 2030, e il management team viene confermato in blocco. L’obiettivo, dichiarato dal ceo a PambiancoNews, è quello di continuare a lavorare sulla qualità e sulla consistenza della crescita, evitando strategie di espansione tumultuosa. malpensa24 +3

Verso un ecosistema lifestyle tra retail e hotel

Se il passato recente è stato segnato dalla ristrutturazione finanziaria, il futuro prossimo di Missoni si giocherà sull’ampliamento del perimetro del marchio. Con l’approvazione del bilancio 2025 e il varo del nuovo piano, la strategia punta a trasformare la percezione del brand da label prettamente modaiola a vero e proprio player del lifestyle. milanofinanza +3

Si parla di un potenziamento della rete retail, di nuove licenze in segmenti contigui (il beauty, ad esempio, rappresenta una delle aree di sviluppo menzionate) e persino di progetti legati all’ospitalità, con l’obiettivo di capitalizzare l’immediatezza estetica di quelle trame zig-zag e di quei motivi policromatici che hanno reso iconica la maison.

Dal punto di vista operativo, l’arrivo di Katjes – che si è riservata opzioni per aumentare gradualmente la propria quota – non modifica, almeno in questa fase, l’asse strategico deciso da Proli. corriere +3

Anzi, la presenza di un socio industriale tedesco specializzato nel lusso (dopo l’acquisizione di Bogner) viene letta come un’opportunità per estendere la portata internazionale del gruppo. Per i dipendenti, destinatari di quella lettera carica di emotività, il messaggio è chiaro: lo zig-zag continua a intrecciarsi, anche se chi lo ha disegnato per primo ha lasciato la stanza dei bottoni. rainews +3

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