Ranieri: "Lo scudetto? Non tifo, ma so chi ha più chance. E sulla politica: no, grazie"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Claudio Ranieri, che nell’ultima settimana da allenatore della Roma ha provato a strappare il quarto posto utile per la Champions League, ha parlato senza giri di parole durante l’intervista a Un giorno da Pecora su Radio 1. "Noi ci proveremo con tutte le nostre forze, ma credo che la Juventus abbia più chance di noi", ha ammesso, sottolineando come la sfida contro il Venezia non sarà semplice. Una dichiarazione che, se da un lato dimostra realismo, dall’altro conferma quanto il tecnico romano sia lontano dai toni trionfalisti che spesso caratterizzano il mondo del calcio.

Sulla lotta per lo scudetto tra Napoli e Inter, Ranieri ha preferito non sbilanciarsi, rispondendo con una battuta che però lascia intuire una valutazione obiettiva: "Chi tiferò? Rispondo così…". Un modo per evitare polemiche, ma anche per ribadire la sua natura pragmatica, lontana dai fanatismi. Del resto, il suo approccio è sempre stato quello di chi analizza i fatti senza lasciarsi trascinare dalle emozioni.

Quanto a un eventuale ingresso in politica, la risposta è stata netta: "No, grazie. Io so i miei limiti e i miei difetti". Con una sincerità disarmante, ha aggiunto: "Premier e allenatore sono due mestieri diversi. Da tecnico studi gli avversari, mentre a volte nei partiti hai avversari all’interno". Una metafora che, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, fotografa la complessità della scena politica. "Sono molto democratico, purché si faccia quello che dico io", ha chiosato con ironia, strizzando l’occhio a chi conosce il suo carattere.

Intanto, all’Olimpico si preparano a salutare "Sir" Ranieri, l’allenatore che ha ridato dignità a una Roma in caduta libera, riportandola a un passo dalla Champions. Un traguardo quasi impensabile quando, a febbraio, aveva rilevato una squadra vicina alla zona retrocessione. La vittoria per 3-1 sul Milan, che ha di fatto estromesso i rossoneri dalle coppe europee, è stata l’ultima perla di una stagione di rinascita.

Mentre lui chiude la carriera con eleganza, altrove il clima è tutt’altro che sereno. Nella stessa giornata, ben cinque allenatori – Antonio Conte (Napoli), Simone Inzaghi (Inter), Marco Baroni (Lazio), Sergio Conceiçao (Milan) e Cristian Chivu (Parma) – sono stati espulsi per proteste e risse. Un contrasto che rende ancora più evidente quanto Ranieri, con la sua classe, sia stato un’eccezione in un mondo sempre più incline agli eccessi.

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