Gemini down, l’intelligenza artificiale di Google paralizzata per ore: errore 1076 e 1099

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   I disaggi, come spesso accade per i servizi globali, hanno iniziato a manifestarsi senza un preavviso chiaro già dalle prime ore della mattina del 10 giugno, per poi intensificarsi nel corso della giornata colpendo in particolare gli utenti statunitensi e britannici – anche se le ripercussioni, va detto, si sono estese fino all’Italia e ad altre aree del mondo. Gemini, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale di Google, ha smesso di rispondere in modo coerente agli input.

La piattaforma, accessibile sia via web che attraverso l’applicazione mobile, mostrava segni di cedimento strutturale: le richieste, una volta inviate, restavano inevase, mentre lo schermo restituiva messaggi di errore specifici, in particolare i codici 1076 e 1099, o si limitava a ricaricare la pagina senza produrre alcuna risposta utile.

L’analisi dei guasti e il picco delle segnalazioni

Secondo i dati aggregati dalla piattaforma Downdetector, il numero delle segnalazioni ha superato abbondantemente quota mille, attestandosi intorno ai 1.600 episodi nel momento di maggiore criticità, un dato che testimonia la vastità dell’incidente. Gli esperti, analizzando a freddo la dinamica, hanno subito escluso un attacco esterno o un banale problema di manutenzione locale. L’errore 1076, come spiegato dagli stessi tecnici di Google in passato su forum di supporto, indica spesso un conflitto temporaneo nella comunicazione tra il browser e i server.

Molto più complesso, invece, l’errore 1099, che segnala un blocco della sessione lato account, una sorta di “congelamento” dell’identità digitale dell’utente durante la fase di elaborazione della richiesta. Il vicepresidente di Google Labs, Josh Woodward, ha prontamente confermato il blackout, rassicurando gli utenti sul fatto che il team era al lavoro per riparare i guasti; la società ha diramato aggiornamenti ufficiali attraverso il proprio dashboard di stato per Google Workspace, ammettendo che il problema era iniziato intorno alle 03:26 PDT.

Le cause tecniche e l’impatto sulle piattaforme

Sebbene le indagini post-incidente non siano state rese integralmente note – una prassi aziendale comune per evitare di esporre vulnerabilità – una prima analisi suggerisce che il disservizio sia stato innescato da un conflitto nei server durante l’elaborazione delle richieste AI, un sovraccarico che ha interessato principalmente i database di backend.

A differenza di altri servizi concorrenti che talvolta limitano il danno a un singolo settore, l’interruzione ha messo in ginocchio tutte le versioni del servizio simultaneamente: non solo l’app e il sito web, ma anche le estensioni integrate nel browser Chrome e, aspetto cruciale per gli abbonati business, le funzionalità connesse a Workspace (inclusi Drive, Documenti e Fogli). Per diverse ore, chiunque provasse a utilizzare lo strumento per automatizzare processi o connettersi a software esterni si è trovato di fronte a un muro digitale.

La paralisi ha costretto molti professionisti a fare i conti con una realtà scomoda: senza l’interfaccia intelligente di Mountain View, la produttività è tornata bruscamente a metodi analogici, o perlomeno a motori di ricerca tradizionali.

La risoluzione nella serata italiana

Il lungo blackout, che ha tenuto in scacco milioni di utenti per l’intera giornata, si è concluso soltanto in serata, quando i tecnici sono riusciti a ottimizzare la distribuzione del carico tra i server. Google, verificando la stabilità della rete, ha dichiarato ufficialmente risolto l’incidente intorno alle 22:19 ora italiana, comunicando che i bug associati ai due codici di errore erano stati corretti.

Un sospiro di sollievo, insomma, per chi utilizza quotidianamente questa tecnologia – e che ha potuto constatare, ancora una volta, quanto la nostra routine digitale dipenda dalla perfetta sincronia di macchine che, seppur potentissime, restano fragili di fronte a un semplice conflitto di sistema.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.