Il ritorno mancato di Chiesa e la scommessa Cambiaghi nel nuovo corso di Gattuso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’entusiasmo per il ritorno in azzurro di Federico Chiesa, durato lo spazio di un soffio – quello che intercorre tra la convocazione ufficiale e i primi accertamenti strumentali – si è infranto contro le maglie di una condizione fisica che, ancora una volta, non ha retto il confronto con le esigenze della Nazionale. L’esterno del Liverpool, protagonista assoluto dell’Europeo vinto tre anni fa, era stato chiamato da Rino Gattuso per i playoff mondiali con l’idea di ritrovare finalmente quel guizzo che mancava da quasi due anni; ma il suo rientro a Coverciano, atteso con impazienza dal ct per testarne l’impiego in un sistema tattico in fase di evoluzione, si è risolto in un nulla di fatto. Verificate le sue condizioni una volta giunto al Centro Tecnico Federale, lo staff medico lo ha ritenuto non disponibile per le prossime due partite, costringendo così il giocatore a far rientro in Inghilterra d’intesa con il club di appartenenza.

La scelta tattica dietro il nome di Cambiaghi

Al posto di Chiesa, Gattuso ha dirottato la sua attenzione su Nicolò Cambiaghi, esterno offensivo del Bologna che nell’ultimo turno di Europa League ha messo a segno una rete decisiva proprio contro la Roma. Non si è trattato di una sostituzione dettata dalla mera emergenza numerica: Cambiaghi rientrava infatti in una rosa ristretta di sei candidati ideali per ricoprire quel ruolo di ala o trequartista che il ct sta studiando per variare l’assetto della squadra a gara in corso. L’obiettivo, nelle intenzioni del tecnico, è poter passare dal consolidato 3-5-2 a soluzioni più spinte come il 3-4-2-1 – che prevede l’inserimento di un trequartista alle spalle delle punte – o addirittura a un più aggressivo 4-2-4, dove l’esterno offensivo diventa elemento chiave per allargare il fronte di gioco.

Un pezzo che salta nel mosaico azzurro

Mentre si attendono aggiornamenti su altri elementi chiave del gruppo – in particolare su Bastoni, Mancini e Scamacca, le cui situazioni restano ancora da definire – l’uscita di scena di Chiesa rappresenta l’ennesimo tassello che si smarca da un mosaico che Gattuso sta cercando di ricomporre in vista della semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo a Bergamo. Il raduno iniziato oggi a Coverciano ha subito registrato questa defezione, con la prima seduta di allenamento pomeridiana che si è già dovuta confrontare con l’assenza di quello che, sulla carta, avrebbe dovuto essere uno dei punti di riferimento dell’attacco. La parabola del calciatore ex bianconero, passato dall’essere top player in Italia a trovare spazio con il contagocce al Liverpool, si interseca così con le difficoltà fisiche che ne hanno frenato la continuità in questi ultimi anni.

L’imprevisto che ridisegna le gerarchie

A pesare nella decisione di Gattuso non è stato solo il responso degli esami effettuati a Coverciano, ma anche la necessità di avere a disposizione calciatori pronti a reggere l’intensità delle due sfide decisive per la qualificazione. Chiesa, che pure aveva alimentato grandi aspettative al momento dell’annuncio della lista dei convocati, ha dovuto così lasciare il ritiro dopo appena tre giorni, spalancando le porte a Cambiaghi. Il calciatore del Bologna, nelle ultime settimane, ha mostrato una crescita costante nel suo percorso, convincendo il ct a puntare su di lui in un momento delicato della preparazione. La scelta, lungi dall’essere una semplice sostituzione a posteriori, riflette invece un’idea di calcio più fluida, dove le opzioni tattiche disponibili vengono valutate in base allo stato di forma contingente piuttosto che al solo blasone dei singoli.

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