Intelligenza artificiale, le imprese cercano esperti ma il lavoro manca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le imprese italiane investono nell’intelligenza artificiale ma faticano a trovare lavoratori con le competenze necessarie per utilizzare e gestire le nuove tecnologie. La difficoltà nel reperire esperti di intelligenza artificiale è uno dei principali ostacoli indicati dalla Confartigianato, secondo cui nel 2025, su 621 mila richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate, 316 mila posizioni, pari al 50,8%, sono risultate difficili da coprire. Il tema riguarda aziende di diversi settori, dalla meccanica all’agricoltura fino all’edilizia, chiamate ad affrontare una trasformazione digitale che richiede nuove professionalità.

Le aziende aumentano gli investimenti ma mancano le competenze digitali

La crescita dell’interesse verso l’intelligenza artificiale porta con sé una richiesta sempre maggiore di figure specializzate, ma il mercato del lavoro non riesce ancora a rispondere a tutte le esigenze delle imprese. La rilevazione della Confartigianato evidenzia una distanza tra la ricerca di personale qualificato e la disponibilità di lavoratori con preparazione specifica. La difficoltà riguarda soprattutto le competenze digitali avanzate, necessarie per accompagnare l’introduzione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale nei processi produttivi e nelle attività quotidiane delle aziende.

La sfida non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi strumenti tecnologici, ma anche la presenza di persone capaci di governarli. Le nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale vengono considerate una possibilità per il mondo del lavoro, ma per sfruttarne le opportunità servono professionalità in grado di comprenderne il funzionamento e integrarle nei diversi ambiti produttivi. La ricerca di personale con competenze specifiche diventa quindi un elemento centrale per le imprese che stanno affrontando il cambiamento digitale.

Cloud, dati e tecnologie industriali tra le competenze più richieste

Tra gli ambiti destinati ad avere un ruolo sempre più importante nelle attività industriali ci sono il cloud computing, l’industrial internet of things e la data analytics. Questi settori rappresentano alcune delle aree tecnologiche che stanno entrando con maggiore frequenza nelle richieste di personale delle aziende. Gli annunci di lavoro collegati a queste competenze, però, spesso rimangono senza risposta perché le imprese non trovano abbastanza candidati con il profilo richiesto.

La difficoltà nel reperire esperti di intelligenza artificiale si inserisce in un confronto più ampio sul rapporto tra innovazione tecnologica e occupazione. Il binomio tra lavoro e intelligenza artificiale è al centro di numerose analisi che cercano di valutare gli effetti dell’introduzione di chatbot, agenti intelligenti e strumenti simili sulle assunzioni. Alcune ricerche osservano che le aziende stanno creando opportunità per personale esperto, mentre in altri settori possono verificarsi cambiamenti nelle modalità di selezione e nelle richieste di competenze.

La ricerca di professionisti diventa una delle principali sfide per le imprese

La trasformazione digitale coinvolge aziende di settori diversi e richiede un adeguamento delle competenze disponibili sul mercato. La difficoltà nel trovare personale qualificato emerge come un problema che accompagna la diffusione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie collegate. I dati raccolti dalla Confartigianato mostrano una situazione in cui molte richieste di lavoratori con preparazione avanzata non trovano una risposta, nonostante la crescente attenzione delle imprese verso gli strumenti digitali.

La ricerca di esperti in intelligenza artificiale diventa così uno degli aspetti più rilevanti per le aziende che vogliono affrontare l’evoluzione tecnologica. Le competenze legate ai nuovi sistemi digitali, all’analisi dei dati e alle tecnologie applicate all’industria sono sempre più presenti negli annunci di lavoro, ma la disponibilità di figure adeguate resta una difficoltà segnalata dalle imprese. Il divario tra domanda e offerta di professionalità rappresenta il nodo principale emerso dalla rilevazione.

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