Google blocca l’account di "Preti contro il genocidio"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Google ha disattivato senza preavviso, nella notte, l’account principale della rete “Preti contro il genocidio”, il gruppo – che annovera oltre mille adesioni, tra cui quelle di padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti e una decina di vescovi – nato per denunciare, attraverso una petizione, le operazioni militari israeliane a Gaza. La motivazione addotta dal colosso tecnologico, come riportato nel messaggio di notifica, sarebbe una violazione dei “Termini di servizio”, sebbene non siano stati specificati i contenuti ritenuti inappropriati.

A lanciare l’allarme è stato padre Pietro Rossini, saveriano e membro del comitato direttivo dell’iniziativa, il quale ha dichiarato che l’indirizzo email [email protected] è stato bloccato improvvisamente alle 2:01, rendendo inaccessibili le firme già raccolte e interrompendo la campagna. L’iniziativa, promossa da don Rito Maresca, si proponeva di raccogliere le adesioni del clero per chiedere un cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas e il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario.

Il blocco giunge in un momento particolarmente delicato, mentre dalla Striscia di Gaza continuano a giungere notizie di bombardamenti; padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia cattolica sul posto, ha postato sui social un video in cui, durante una meditazione in chiesa, si odono distintamente forti esplosioni in lontananza. L’episodio di censura digitale, che alcuni interpretano come un tentativo di ostacolare la libera espressione, solleva interrogativi non banali circa il potere degli oligopoli tech nel moderare, o meno, contenuti scomodi che trattano di conflitti contemporanei.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.