Oscar 2025: trionfa "Anora", la politica resta fuori scena
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 97esima edizione degli Oscar, condotta da Conan O’Brien, ha mantenuto un tono distaccato dalle questioni politiche, concentrandosi invece sul cinema e sulle storie che lo animano. O’Brien, comico di lungo corso dall’ironia affilata, ha aperto la serata con un monologo che ha sottolineato la resilienza del mondo del cinema di fronte a calamità naturali e tensioni sociali: «Anche di fronte a incendi terribili e politiche divisive, questo lavoro continua», ha dichiarato, omaggiando chi, nonostante tutto, ha portato avanti la magia del grande schermo.
Il grande trionfatore della serata è stato "Anora", film diretto e scritto da Sean Baker, che ha conquistato cinque premi, tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale. La pellicola, già premiata con la Palma d’oro a Cannes, racconta la storia di una ballerina di uno strip club che sogna di cambiare vita sposando il figlio di un oligarca russo. Una commedia drammatica che ha saputo emozionare sia il pubblico che la critica, grazie anche alla performance della giovane protagonista, Mikey Madison, premiata come miglior attrice.
Tra le altre vittorie significative, spicca quella del Brasile, che ha conquistato il suo primo Oscar con "I’m Still Here", premiato come miglior film internazionale. Un traguardo storico per il cinema sudamericano, che si aggiunge ai riconoscimenti ottenuti da "Emilia Pérez", film di Jacques Audiard che ha portato a casa due statuette, tra cui quella per la miglior colonna sonora.
La serata ha visto anche il trionfo di "Dune: Parte seconda", che ha vinto in categorie tecniche come effetti visivi e fotografia, confermando la maestria tecnica della saga diretta da Denis Villeneuve. Tra gli attori, Timothée Chalamet ha ricevuto una standing ovation per la sua interpretazione in "A Complete Unknown", mentre Demi Moore è stata premiata come miglior attrice protagonista per "The Substance", un ruolo che ha segnato il suo ritorno al cinema dopo anni di assenza.
Non sono mancate le sorprese, come il premio a Jeremy Strong come miglior attore non protagonista per "The Apprentice", e il riconoscimento a "Flow", film d’animazione che ha battuto favoriti come "Inside Out 2" e "Wallace & Gromit: Le piume della vendetta".
La politica, tuttavia, è rimasta ai margini della serata. A parte qualche accenno velato, come quello di O’Brien, non ci sono stati discorsi impegnati o riferimenti espliciti ai temi caldi del momento. Una scelta che ha lasciato spazio alle storie raccontate dai film, ai talenti che li hanno realizzati e alle emozioni che hanno saputo trasmettere.




