L’anticiclone Cerberus porta la prima vera ondata di caldo: fino a 39 gradi e notti tropicali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’imponente massa d’aria di chiara origine subtropicale, risalita con decisione dal bacino algerino fino a lambire persino la Danimarca, si sta espandendo in queste ore sul bacino del Mediterraneo; si tratta dell’anticiclone africano ribattezzato “Cerberus”, nome che riprende la figura del mitologico cane a tre teste, quel feroce custode degli inferi reso celebre dalla Divina Commedia, a sottolineare la natura rovente e opprimente di questa configurazione atmosferica.

L’Italia, come prevedibile, si trova nel mirino di questa massa d’aria rovente, destinata a provocare un severo e prolungato innalzamento delle temperature, con i termometri che, stando alle ultime elaborazioni dei modelli previsionali, potrebbero toccare punte di 39 gradi anche in alcune delle principali città della Pianura Padana.

L’intensificazione graduale e il picco del solstizio

L’evento, che rappresenta di fatto la seconda ondata di calore dell’anno dopo quella già sperimentata nello scorso mese di maggio, si andrà intensificando in maniera progressiva a partire da oggi, mercoledì 17 giugno, interessando in modo diffuso l’intero stivale. Sebbene non mancherà qualche temporale di calore localizzato, soprattutto a ridosso dei rilievi alpini e appenninici, il quadro generale è quello di una stabilità atmosferica pressoché totale, con cieli sereni che favoriranno un accumulo termico significativo al suolo.

Il culmine di questa impennata è atteso in concomitanza con il solstizio d’estate, previsto per domenica 21 giugno: in quel giorno, il Sole raggiungerà la sua massima altezza sull’orizzonte, regalando la giornata più lunga dell’anno ma contribuendo anche a esasperare ulteriormente gli effetti di questo cuneo di aria calda nordafricana, rendendo l’afa particolarmente opprimente.

Le città più colpite e il disagio bioclimatico

Secondo le proiezioni fornite dagli esperti del settore, alcune città come Bologna e Firenze potrebbero vedere i termometri raggiungere i 39 gradi, mentre a Roma e Milano non si andrà molto lontano da quelle soglie, con picchi rispettivamente di 38 e 36 gradi; anche l’Emilia-Romagna, come confermato dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpae), sarà interessata da un incremento significativo delle massime, che nella pianura e nei fondovalle resteranno ampiamente sopra i 35 gradi per diversi giorni, con punte che nel fine settimana potrebbero addirittura sfiorare i 40 gradi, andando a configurare condizioni di disagio bioclimatico piuttosto severe per la popolazione. A rendere la situazione ancor più complessa, oltre ai valori diurni eccezionalmente elevati, contribuirà il fenomeno delle cosiddette “notti tropicali”, quelle in cui la temperatura minima non scende al di sotto dei 20-22 gradi, impedendo all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante le ore diurne e incrementando, di fatto, il rischio di insonnia e di colpi di calore.

La persistenza dell’ondata e l’analisi di un trend consolidato

L’aspetto più critico di questa ondata di calore, che per alcuni versi potrebbe rivelarsi persino più intensa di quella registrata nel giugno del 2025, è la sua eccezionale persistenza: l’anticiclone Cerberus, infatti, dopo aver raggiunto il suo apice nel weekend del solstizio, non accennerà a indebolirsi, mantenendo l’intera terza decade del mese sotto il proprio dominio nordafricano, con condizioni che si faranno via via più afose e opprimenti man mano che l’umidità aumenterà.

Questo quadro, del resto, si inserisce in un trend ormai consolidato, come evidenziano le analisi che confrontano i dati climatici degli ultimi decenni: tra il trentennio 1996-2025 e quello precedente, la temperatura media estiva nella pianura romagnola è aumentata di 1,6 gradi, ma ciò che appare ancor più significativo è l’incremento delle temperature massime assolute, cresciute mediamente di 2,4 gradi, a testimonianza di come il riscaldamento globale non si manifesti in modo lineare ma tenda ad amplificare proprio gli eventi estremi, come le intense ondate di calore.

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