Vietati i cellulari a scuola, ma gli psicologi avvertono: "È una finzione"
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Redazione Interno
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Il nuovo anno scolastico si è inaugurato all’insegna di una circolare del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che, estendendo l’obbligo anche agli istituti superiori, vieta tassativamente l’utilizzo dei telefoni cellulari durante le ore di lezione. Una misura che, stando ai sondaggi citati dal ministero, raccoglierebbe il favore di circa il 76 per cento degli italiani, i quali vedono in questa direttiva un netto cambio di passo verso un maggiore rigore.
Tuttavia, non mancano voci fuori dal coro che mettono in dubbio l’efficacia di un provvedimento percepito da alcuni come semplicistico. Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia, solleva perplessità sostanziali, definendo l’iniziativa una “finzione” che, da sola, non è in grado di affrontare la radice del problema. La questione della distrazione digitale, secondo la sua analisi, è ben più articolata e richiederebbe un approccio pedagogico più sofisticato del mero divieto.
A queste critiche si unisce, seppur da un’angolazione differente, quella di Andrea Maggi, professore e volto noto della televisione, il quale parla di una “grande contraddizione” insita nella norma. Sebbene non specifichi i termini di questo paradosso, il suo commento si inserisce in un dibattito già vivace, alimentato anche dal lancio di una petizione su Change.org che chiede la revoca del divieto.




