Varta, la crisi del gruppo tedesco non coinvolge le pile domestiche. La precisazione della filiale italiana
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Redazione Economia
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La notizia della richiesta di insolvenza per Varta AG ha fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando preoccupazioni tra i consumatori che associano il marchio tedesco alle pile stilo, ai power bank e ai dispositivi di illuminazione presenti nelle case di milioni di europei. Una preoccupazione destinata a rimanere tale, almeno per quanto riguarda il ramo domestico dell'azienda.
Varta Consumer Batteries Italia è infatti intervenuta per chiarire un punto fondamentale: la procedura di insolvenza avviata dalla capogruppo non tocca minimamente l'attività di produzione e distribuzione di batterie per uso quotidiano, che prosegue in piena autonomia e solidità.
Il gruppo tedesco, fondato nel lontano 1887 e divenuto un'icona della manifattura industriale, ha presentato quattro istanze di insolvenza in amministrazione controllata (Eigenverwaltung) presso il tribunale di Stoccarda, aprendo una fase complessa per il colosso dell'accumulo energetico.
Le società coinvolte direttamente sono Varta AG, la controllata operativa Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH. Una procedura che, come spiegato dall'azienda, è scaturita da un deterioramento delle condizioni di mercato, da un calo della domanda e dall'effetto di cambi sfavorevoli, che hanno determinato un gap strutturale di finanziamento a partire dal 2027.
La separazione societaria del ramo Consumer
Il fulcro della precisazione arriva dalla filiale italiana, che ha voluto rassicurare clienti e partner sulla piena operatività del business legato alle batterie domestiche. Varta Consumer Batteries Italia ha infatti ricordato che la sua società controllante, Varta Consumer Europe Holding GmbH, non fa più parte di Varta AG, risultando di fatto estranea alle procedure di insolvenza depositate a Stoccarda.
La precisazione si è resa necessaria per evitare che la confusione generata dai titoli di cronaca potesse gettare ombre su un ramo d'azienda che, sebbene condivida il celebre logo, cammina su gambe finanziarie e giuridiche proprie.
Le parole del managing director e la continuità operativa
A ribadire con forza la separazione è stato Agostino Spallina, Managing Director di Varta Consumer Batteries Italia, che ha dichiarato: "La società a cui compete la produzione e distribuzione di pile a uso domestico, caricabatterie, power bank e dispositivi di illuminazione è solida e assolutamente scollegata dalle procedure di insolvenza". Un messaggio chiaro, questo, che mira a tutelare il rapporto di fiducia con i consumatori finali e con la rete commerciale.
Le attività di Varta Consumer Batteries, che includono le tradizionali pile stilo, ministilo, le specialistiche a bottone e le batterie ricaricabili, continuano quindi a essere garantite nella loro piena capacità di fornitura e affidabilità del servizio.
Le cause della crisi e il futuro del gruppo industriale
La crisi che ha investito Varta AG è da ricondursi a una serie di fattori concatenati, tra i quali spicca la perdita di un cliente chiave per le celle CoinPower destinate agli auricolari AirPods, che secondo le ricostruzioni di Reuters avrebbe deciso di rivolgersi a un produttore cinese. Questa perdita ha messo in forte difficoltà lo stabilimento di Nördlingen, costruito proprio intorno a quella commessa, e ha reso insostenibile il piano industriale varato a seguito della ristrutturazione del 2024.
All'epoca, l'ingresso di Porsche e dell'investitore Michael Tojner aveva consentito di ricapitalizzare l'azienda attraverso la legge tedesca StaRUG, azzerando il capitale e riportando in bonis il bilancio. Tuttavia, il mancato raggiungimento dei volumi di produzione previsti e il rifiuto degli stessi azionisti di iniettare ulteriore liquidità hanno spinto il consiglio di amministrazione a compiere l'inevitabile passo verso il tribunale, nella speranza di trovare un acquirente per i singoli rami d'azienda.
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