Serie A, Orsato non cambia linea: meno fischi e stop ai “rigorini”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Daniele Orsato non cambia la linea degli arbitri di Serie A e B: meno interruzioni per i contatti lievi, maggiore responsabilità per il direttore di gara e intervento del Var soltanto davanti a un errore chiaro ed evidente. Il designatore lo ha ribadito durante l'incontro con i media all'International Broadcast Center di Lissone, spiegando che l'impostazione adottata all'inizio della stagione proseguirà fino al termine del campionato. L'obiettivo è distinguere con maggiore nettezza un vero fallo da un semplice contatto di gioco, evitando anche quei calci di rigore considerati troppo generosi che negli ultimi anni avevano alimentato discussioni e revisioni al monitor.

Più tempo effettivo e meno falli nelle prime cinque giornate

I primi numeri della nuova gestione mostrano un cambiamento sensibile nel modo in cui vengono dirette le partite. Dopo cinque giornate il tempo effettivo è salito a 59 minuti e 24 secondi, con un incremento di 5 minuti e 53 secondi rispetto alla stagione precedente. La media dei falli fischiati è scesa da 25,12 a 22,74 per incontro, mentre le ammonizioni sono passate da 3,63 a 3,22 e le espulsioni da 0,18 a 0,04. Anche i calci di rigore sono diminuiti: ne sono stati assegnati cinque, il dato più basso tra i principali campionati europei in questa fase della stagione.

Dietro questi numeri c'è la richiesta rivolta ai direttori di gara di assumersi maggiori responsabilità sul terreno di gioco. Il responsabile della Can vuole arbitri capaci di leggere l'azione e di prendere una decisione senza trasformare il cartellino o la tecnologia in uno strumento al quale affidarsi automaticamente. Ai giovani viene chiesto anche di migliorare il rapporto con calciatori e allenatori e di accettare la possibilità dell'errore come parte del percorso di crescita. L'impostazione si collega alla linea Uefa sui cosiddetti rigori soft: i contatti minimi non devono essere automaticamente trasformati in infrazioni punibili con un penalty.

Il Var non sparisce: Orsato riconosce sette errori

La riduzione degli interventi dalla sala video non equivale però all'abolizione della tecnologia. Orsato ha respinto l'idea dell'esistenza di un protocollo personale contrario al Var e ha precisato che i falli devono continuare a essere sanzionati. Il principio riguarda piuttosto il limite entro il quale la revisione può correggere la decisione presa sul terreno: se manca un errore chiaramente identificabile, la valutazione dell'arbitro deve essere rispettata. La scelta punta a evitare quelle revisioni estremamente analitiche che in passato finivano per scomporre al rallentatore azioni e contatti difficili da valutare nello stesso modo a velocità normale.

Il nuovo criterio non ha impedito ai vertici arbitrali di riconoscere gli sbagli commessi in questo avvio di stagione. Nell'analisi presentata a Lissone sono stati individuati sette errori, cinque in campionato e due in Coppa Italia. In Serie A mancavano tre rigori: il fallo di mano di Vlasic in Torino-Milan, l'intervento di Dragusin su Monterisi in Fiorentina-Frosinone e la trattenuta di Kalulu ai danni di Rowe in Juventus-Atalanta. A questi episodi si aggiungono due espulsioni non comminate, quella di Caqueret per l'intervento su Britschgi in Como-Parma e quella di Jimenez per il colpo rifilato a Bracaglia.

La Coppa Italia ha prodotto altri due casi utilizzati per chiarire i confini dell'intervento tecnologico. In Fiorentina-Pisa la trattenuta di Caracciolo su Pellegrino avrebbe dovuto portare all'assegnazione del penalty. In Torino-Monza, invece, il Var non avrebbe dovuto cancellare il rigore concesso per il fallo di mano di Lucchesi, perché si trattava di una situazione già vista e valutata dal direttore di gara. Proprio la distinzione tra errore evidente e decisione di campo diventa quindi uno dei criteri centrali per stabilire quando la sala video deve richiamare l'arbitro al monitor.

Open Var verso il ritorno in tv e arriva il pallone con sensore

Il cambiamento riguarda anche il modo in cui le decisioni arbitrali potranno essere spiegate al pubblico. Domenico Messina, direttore tecnico dell'Aia, ha annunciato che è in preparazione un progetto televisivo destinato a raccogliere l'eredità di Open Var, il programma trasmesso nelle due stagioni precedenti. Il nome e la formula non sono ancora stati definiti, ma l'ipotesi è quella di riportare in televisione l'analisi degli episodi e delle valutazioni effettuate dagli ufficiali di gara. Il progetto coinvolgerebbe Dazn e potrebbe estendersi anche a Sky, ampliando quindi la platea rispetto all'esperienza precedente.

Un'altra novità tecnica riguarda il pallone dotato di sensore, destinato ad arrivare anche nel massimo campionato italiano. La tecnologia permette di individuare con maggiore precisione il momento in cui il giocatore tocca il pallone e può fornire un elemento aggiuntivo nell'analisi di situazioni controverse, compresi alcuni possibili tocchi di mano. Sul fronte delle designazioni, il responsabile arbitrale ha spiegato anche che Marco Guida potrà tornare presto a dirigere il Napoli, mentre per Fabio Maresca la soluzione è considerata più difficile per la volontà di evitare, quando possibile, arbitri appartenenti alla stessa sezione territoriale delle squadre interessate.

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