Israele modifica la strategia a Rafah, con il sostegno degli Stati Uniti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Israele ha deciso di modificare la sua strategia militare a Rafah, una città situata nel sud della Striscia di Gaza al confine con l'Egitto. Secondo David Ignatius, noto analista del Washington Post, Israele ha scelto di non condurre un'offensiva su vasta scala a Rafah, optando invece per un'azione più limitata. Questa decisione è stata presa in risposta alle richieste degli Stati Uniti nelle ultime settimane.

Cambio di strategia

Ignatius, basandosi su conversazioni private con funzionari statunitensi, riferisce che il governo israeliano avrebbe deciso di non inviare due divisioni dell'esercito israeliano (Idf) a Rafah, come previsto dal piano originale. Questa decisione rappresenta un cambio significativo nella strategia militare di Israele.

Reazioni internazionali

La decisione di Israele ha suscitato reazioni diverse a livello internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha espresso la sua irritazione per il mandato di arresto emesso contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Allo stesso tempo, Francia, Belgio e Spagna hanno espresso il loro sostegno alla Corte dell'Aja.

La posizione di Israele

Il ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant, ha criticato la decisione del procuratore del Tribunale penale dell'Aja di emettere mandati di cattura sia per la leadership israeliana sia per quella di Hamas. Gallant ha definito "disgustoso" il parallelo tracciato tra Israele e Hamas e ha sottolineato che Israele "non riconosce l'autorità della Corte".

Critiche all'Egitto e all'Onu

Infine, Israele ha criticato l'Egitto e l'Onu per il mancato arrivo degli aiuti umanitari a Gaza. Il rappresentante dell'Egitto al Consiglio di sicurezza dell'Onu ha affermato che il controllo di Israele sul lato palestinese del valico di Rafah ha reso impossibile la ripresa del lavoro umanitario. Israele ha respinto queste accuse, sostenendo che l'Egitto e le Nazioni Unite stanno cercando di "manipolare" i fatti per far apparire Israele come il responsabile del mancato arrivo degli aiuti a Gaza.

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