Calenda e Schifani, scontro alla kermesse di Forza Italia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un acceso diverdio, scaturito da pesanti accuse sul sistema di governo della Sicilia, ha contrapposto ieri Carlo Calenda e il presidente della Regione Renato Schifani nel corso della kermesse nazionale dei giovani di Forza Italia a San Benedetto del Tronto. L’episodio, che ha portato all’immediata uscita di scena del governatore, rischia di incrinare i tentativi di dialogo tra Azione e il partito di Antonio Tajani, il quale aveva invitato l’ex ministro come ospite d’onore in un momento politicamente sensibile, a poche settimane dalle elezioni regionali in autunno.

Schifani, secondo quanto da lui stesso riferito, ha deciso di abbandonare i lavori e di rinunciare al proprio intervento dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Calenda, giudicate offensive per l’isola e le sue istituzioni. Il governatore ha accusato il leader di Azione di aver sostenuto che “la Sicilia è da cancellare, che è da buttare”, un’affermazione che ha percepito come un insulto generalizzato.

Da parte sua, Calenda ha successivamente parzialmente ammorbidito la propria posizione, sebbene senza ritrattare il contenuto sostanziale della propria analisi. “Mi spiace che Schifani si sia offeso”, ha dichiarato, precisando di avergli detto “semplicemente ciò che penso”. Ha quindi ribadito il concetto che i siciliani siano, a suo avviso, “vittime di un sistema clientelare, costoso e inefficiente”, un meccanismo che non sarebbe affatto recente ma che anzi avrebbe accompagnato la storia regionale a partire dallo statuto speciale

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.