Galbiate, malore su un sentiero del Monte Barro: soccorso un escursionista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'uscita per godere della prima luce dell'anno sul Monte Barro si è trasformata, questa mattina di sabato 3 gennaio, in un'operazione di soccorso in ambiente impervio. L'episodio, che ha visto protagonista un escursionista di 77 anni, si è consumato lungo il tracciato che dalla località Novella di Galbiate conduce verso l'Eremo del Barro, un percorso amato dagli appassionati di trekking ma che, in alcuni tratti, richiede una certa attenzione. L'uomo, secondo quanto ricostruito, è stato colto da un improvviso malore mentre procedeva nella sua camminata, accusando un affanno respiratorio così intenso da costringerlo a fermarsi e a cadere a terra, senza però perdere i sensi.

La chiamata d'emergenza e il dispiegamento dei soccorsi

A lanciare l'allarme, poco dopo le dieci e trenta, sono state alcune persone che, notando la sua condizione di difficoltà, hanno immediatamente composto il numero unico di emergenza 112. Dalla centrale operativa, dopo aver valutato la natura del malore e la collocazione in un'area boschiva non facilmente accessibile, è partita una doppia richiesta di intervento. Da un lato, sono stati allertati i sanitari di Areu per la gestione clinica dell'infortunato; dall'altro, è scattata la macchina dei soccorritori specializzati per il recupero in condizioni difficili. La scelta, obbligata dalla morfologia del luogo, è caduta sul nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e sui Vigili del Fuoco, i soli in grado di operare con sicurezza in quel contesto.

L'operazione di recupero con la barella portantina

Sul posto, come riportano i comunicati dei soccorritori, sono giunte complessivamente otto unità dei Vigili del Fuoco, provenienti sia dal comando di Lecco che dal distaccamento di Valmadrera, insieme ai tecnici del Soccorso Alpino. Il gruppo ha raggiunto l'uomo, che versava in stato di coscienza ma impossibilitato a muoversi autonomamente, dopo aver individuato il punto esatto lungo il sentiero. Considerate le sue condizioni, i sanitari presenti hanno stabilito la necessità di un trasporto assistito verso valle: l'escursionista è stato quindi adagiato con cura su una barella portantina, lo strumento standard per questo tipo di operazioni, che permette di mantenere il paziente stabile mentre i tecnici, coordinati tra loro, procedono lungo il percorso impervio. La discesa, che ha richiesto impegno e concentrazione da parte di tutti gli operatori, si è conclusa con il trasferimento dell'uomo su un'ambulanza in attesa.

Il codice giallo e il trasporto in ospedale

Una volta giunto al punto di primo intervento accessibile ai mezzi di soccorso, l'uomo è stato sottoposto a una nuova valutazione medica. I paramedici hanno quindi deciso, data la persistenza dei sintomi, di trasportarlo in una struttura ospedaliera per accertamenti più approfonditi. Il trasferimento è avvenuto in "codice giallo", una classificazione che nella scala di gravità utilizzata dal sistema di emergenza indica una situazione di urgenza relativa, non immediatamente pericolosa per la vita ma che necessita comunque di un intervento tempestivo. L'ambulanza ha così lasciato la scena diretto all'ospedale, mentre i soccorritori, terminate le operazioni, facevano ritorno alle proprie sedi.

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