Emilia-Romagna, un tentativo di suicidio in carcere ogni 33 ore

Emilia-Romagna, un tentativo di suicidio in carcere ogni 33 ore
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un detenuto tenta di uccidersi ogni 33 ore nelle carceri dell'Emilia-Romagna. Il dato, diffuso dal Garante regionale delle persone private della libertà, tratteggia una situazione strutturale che negli ultimi giorni ha trovato conferma in due episodi distinti: il tentativo di Salim El Koudri nel reparto Icare del carcere Sant'Anna di Modena e il suicidio di Mena Istafanous, ventiseienne, ristretto a Reggio Emilia.

El Koudri, che lo scorso 16 maggio aveva investito volontariamente un gruppo di persone nel centro di Modena uccidendo una donna e ferendone una decina, è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di Baggiovara per un'overdose di farmaci. L'ipotesi investigativa è quella di un tentativo di gesto estremo. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Fausto Gianelli, i medicinali assunti sarebbero erogati sotto controllo medico diretto.

L'indagato ha negato di aver voluto farla finita, ammettendo però di aver ingerito farmaci prelevati dal compagno di cella: «Mi sento male», avrebbe detto in stato confusionale prima del trasporto in ospedale, da cui si è poi autodimesso intorno a mezzanotte.

Il quadro regionale e i numeri del sovraffollamento

Nelle carceri dell'Emilia-Romagna sono rinchiusi oltre quattromila detenuti a fronte di una capienza massima che non dovrebbe superare le tremila unità. Il divario, che si aggira sulle mille presenze eccedenti, colloca la regione sopra la media nazionale del sovraffollamento. La situazione più critica si registra alla Dozza di Bologna, con 326 detenuti oltre la capienza regolamentare, seguita da Ferrara con 163 esuberi, Piacenza con 155, Parma con 149 e Modena con 141. A livello nazionale, la popolazione detentiva è passata dalle 53.515 unità del 2021 alle 64.489 dell'agosto 2026, con un incremento del venti per cento in cinque anni.

Il caso Istafanous e il profilo dei decessi in regione

Mena Istafanous, ventiseienne, si è tolto la vita nel carcere di Reggio Emilia. Era già seguito dal Centro di salute mentale. Il suo nome si aggiunge a un bilancio che, secondo i dati del Garante regionale, nel 2026 conta quattro suicidi accertati in Emilia-Romagna e altri quattro decessi per i quali sono ancora in corso accertamenti. A livello nazionale, nei primi otto mesi dell'anno si sono registrati 184 decessi complessivi negli istituti penitenziari, il valore più alto del periodo gennaio-agosto dal 2021 a oggi.

Tra le cause, 49 suicidi accertati e 37 morti ancora da chiarire, una quota che tocca il picco massimo della serie storica.

Il personale e le criticità strutturali

A fronte di una popolazione detentiva in crescita, gli organici della Polizia penitenziaria restano sotto le dotazioni previste. Negli undici istituti regionali, i funzionari giuridico-pedagogici e il personale sanitario operano in condizioni di cronica carenza, con ripercussioni dirette sulla presa in carico dei detenuti che presentano fragilità psichiatriche.

Il Garante nazionale, nel report diffuso a fine settembre, ha collegato l'incremento della popolazione detentiva all'andamento degli eventi critici, pur precisando che non è possibile stabilire un rapporto causale diretto tra sovraffollamento e gesti estremi.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.