Chiara Ferragni e le controversie sulla beneficenza
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Redazione Interno
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Chiara Ferragni, influencer di fama mondiale, è recentemente finita al centro di una tempesta mediatica e giudiziaria. Le accuse riguardano presunte truffe legate a iniziative di beneficenza in collaborazione con diverse aziende.
Il caso delle bambole Trudi
La celebre azienda friulana di peluche Trudi, produttrice della bambola di Chiara Ferragni, ha voluto precisare di essere estranea a qualsiasi attività di beneficenza o altra iniziativa sviluppata autonomamente da Tbs Crew – Chiara Ferragni. Hanno sottolineato che il packaging e la bambola stessa non hanno mai riportato alcuna comunicazione riferente ad azioni di beneficenza o altro.
Altre indagini in corso
Non si tratta dell'unico caso. Dopo l'esplosione del caso delle vendite del pandoro Balocco per scopi di beneficenza, l’influencer cremonese è stata indagata per truffa aggravata anche in relazione alle iniziative di beneficenza legate alle uova di Pasqua della Dolci Preziosi e alle bambole Trudi.
La posizione di Oreo
Anche Oreo ha preso le distanze da Chiara Ferragni, dichiarando di non aver mai stipulato alcun accordo di beneficenza con l’influencer.
Conseguenze per l'influencer
La multa dell’Antitrust per il pandoro Balocco è costata all’influencer molto più del milione di euro di sanzione, e neanche il video di scuse in lacrime ha aggiustato la situazione. Da quel momento si sono succedute altre indagini; prima sulle uova di Pasqua, poi sulle bambole Trudi e infine su Oreo.




