Truffe seriali agli anziani, la “centrale telefonica” era nel cuore di Napoli: dieci arresti dei carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si trattava, come spesso si è portati a credere, di episodi isolati o dell’azione improvvisata di qualche malvivente di passaggio. C’era invece una regia unica, un’organizzazione strutturata e ramificata, con una base logistica saldamente ancorata nel centro storico di Napoli e la capacità di colpire in diverse regioni italiane, dalla Valle d’Aosta giù fino al Sud. A smantellarla sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli – coadiuvati dai colleghi del Comando Provinciale di Napoli – che all’alba hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale tiburtino su richiesta della locale Procura. Il provvedimento, che ha portato all’arresto di dieci cittadini italiani, li vede accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione (nella forma aggravata).

L’inchiesta partita da un singolo episodio

L’indagine, come spesso accade in queste operazioni complesse, ha preso il via da un evento apparentemente minore: l’ennesimo raggiro ai danni di una persona anziana. Un episodio che sarebbe potuto rimanere un caso isolato, se i militari della Compagnia di Tivoli non avessero deciso di andare a fondo. L’acquisizione – e il successivo sequestro – di telefoni cellulari e schede Sim appartenuti a uno degli indagati ha rappresentato la svolta decisiva. Attraverso quell’analisi minuziosa delle conversazioni e dei contatti, infatti, gli investigatori hanno scoperto un’organizzazione ben più ampia e pericolosa: un’associazione a delinquere solida, gerarchica e con un “modus operandi” collaudato e spietato.

Il covo nel centro storico funzionava come un call center criminale

Quando i carabinieri sono riusciti a individuare e a fare irruzione nel covo – un anonimo appartamento situato nel cuore del centro storico di Napoli – la scena che si è presentata loro davanti era quella di un vero e proprio call center del crimine. I truffatori, sorpresi mentre avevano ancora le cuffie alle orecchie e gli elenchi telefonici aperti, gestivano le chiamate da quella sorta di centrale operativa. Nel tentativo, poi rivelatosi vano, di disfarsi delle prove, alcuni di loro hanno cercato di bruciare fogli e appunti compromettenti. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha però permesso di bloccare decine di quei contatti in tempo reale, impedendo così che altri anziani cadessero nella trappola, e di sequestrare un ingente materiale informatico e cartaceo che è diventato fondamentale per il prosieguo delle indagini.

Centosedici colpi in poco più di un anno

L’attività dell’organizzazione criminale – che i militari hanno ricostruito grazie al lavoro certosino sugli smartphone e le Sim sequestrate – si è dispiegata nell’arco di poco più di un anno, precisamente tra il febbraio 2022 e il marzo 2023. Un lasso di tempo relativamente breve, se si considera l’elevato numero di reati contestati. Il bilancio dell’operazione parla chiaro: sono ben 116 le truffe consumate sul territorio nazionale che sono state ricondotte al sodalizio, per un profitto complessivo stimato ampiamente superiore ai 500mila euro. Un bottino, quest’ultimo, frutto della spoliazione sistematica dei risparmi di una vita, accumulati da vittime particolarmente vulnerabili e spesso lasciate in uno stato di profonda prostrazione psicologica oltre che economica.

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