Svio a Pontassieve, Giani e Boni scriveranno ancora al ministro: «Intollerabile»
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Redazione Interno
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Un carrello fuori dai binari, un urto, poi la sospensione della circolazione. È quanto accaduto nel primo pomeriggio di venerdì 25 settembre sulla linea convenzionale Roma-Firenze, tra Rignano sull'Arno e Pontassieve, dove un treno merci di un'impresa esterna al Gruppo FS Italiane ha parzialmente sviato, urtando il vagone finale di un treno regionale in transito. L'impatto non ha causato feriti, ma ha provocato la frantumazione di alcuni finestrini e danni agli ammortizzatori dell'ultimo vagone.
I viaggiatori sono rimasti bloccati a bordo delle carrozze in attesa che venissero completati i rilievi e le verifiche di sicurezza, mentre sul posto sono intervenuti il personale di Ferrovie dello Stato e la Polizia Ferroviaria.
La dinamica dell'incidente e i disagi per i pendolari
Secondo quanto ricostruito, lo svio ha interessato un carrello del convoglio merci, che uscendo dai binari ha coinvolto il regionale 18841 diretto verso Montevarchi. La circolazione è stata sospesa dalle 15.20 nel tratto compreso tra Rignano e Pontassieve per consentire le operazioni di messa in sicurezza e la rimozione del mezzo. Le conseguenze si sono riverberate sull'intera linea: per gli Intercity si sono registrati fino a 60 minuti di ritardo, mentre i Regionali hanno subito cancellazioni totali o parziali, limitazioni di percorso e modifiche agli itinerari abituali.
È stato inoltre attivato un servizio sostitutivo con autobus tra Firenze e Figline. La Protezione civile di Firenze è stata messa in preallerta, anche in considerazione del fatto che la ferrovia corre in gran parte accanto alla strada statale.
Le voci dei passeggeri: «Tanta paura, ma stiamo bene»
Dai social e dai racconti diretti dei pendolari emergono scene di comprensibile spavento. «Abbiamo avuto paura, c'è stato un urto e alcuni finestrini sono andati in frantumi. Ma fortunatamente stiamo tutti bene», ha riferito uno dei viaggiatori a bordo. Un altro passeggero ha descritto l'accaduto con maggiore dettaglio: «Il botto ha frantumato i finestrini dell'ultimo vagone e pare abbia provocato la rottura degli ammortizzatori. Attualmente siamo bloccati sul treno, in attesa di venire spostati su un altro. Nessun ferito, solo tanta tanta paura».
Il convoglio era piuttosto affollato al momento dell'impatto, circostanza che ha amplificato il timore tra i presenti.
La reazione della Regione Toscana
Di fronte all'ennesimo episodio che ha compromesso la regolarità del servizio ferroviario, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l'assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, che si è recato sul luogo dell'incidente, hanno annunciato l'invio di una nuova lettera al ministro competente per chiedere un intervento diretto e urgente. «Quanto accaduto in questi giorni e oggi pomeriggio è inaccettabile», ha dichiarato Giani, aggiungendo che non è ammissibile che studenti e lavoratori debbano continuare a subire ritardi, cancellazioni e interruzioni del servizio.
Il presidente ha definito la linea Aretina un'infrastruttura strategica per il territorio, sottolineando come non possa vivere una condizione di emergenza pressoché permanente.
L'assessore Boni ha rincarato la dose: «I pendolari meritano rispetto e hanno diritto a un servizio efficiente, sicuro e affidabile. La priorità assoluta è ovviamente garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale, ma anche questo non basta». Boni ha poi evidenziato come il problema verificatosi tra Pontassieve e Sant'Ellero abbia provocato ulteriori disagi a centinaia di cittadini, dimostrando ancora una volta la necessità di interventi urgenti.
La Regione continuerà a sollecitare il Ministero e tutti i soggetti competenti affinché vengano adottati con urgenza i provvedimenti necessari per ripristinare la piena funzionalità della linea e prevenire il ripetersi di situazioni analoghe. Nelle settimane precedenti, la stessa linea Aretina era già stata teatro di pesanti disagi per i pendolari, con cancellazioni e ritardi che avevano spinto la giunta regionale a sollecitare più volte l'attenzione del governo.
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