Tso allo studente no mask, la famiglia valuta l'azione legale per il risarcimento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La sentenza della Corte di Cassazione, che ha dichiarato nullo il trattamento sanitario obbligatorio imposto a Valerio Tellenio nel maggio 2021, non archivia la vicenda ma, al contrario, ne dischiude le conseguenze più concrete. Dopo che i giudici di legittimità hanno sottolineato come "l’anticonformismo non sia una malattia mentale" e censurato un uso improprio dello strumento coatto, la famiglia del giovane – all'epoca diciottenne e studente – si prepara a intraprendere la strada del risarcimento dei danni, senza escludere la possibilità di approfondire profili di responsabilità penale. La vicenda, che risale ai tempi dell’emergenza Covid, aveva visto il ragazzo, dopo essersi rifiutato di indossare la mascherina in aula e essersi incatenato al banco in segno di protesta, essere sottoposto a un Tso e ricoverato in una struttura psichiatrica: una decisione, quella delle autorità sanitarie dell'epoca, che la Cassazione ha ora definitivamente bollato come illegittima, limitando la legittimità del trattamento coatto alla sola protezione dell’individuo e non a mere finalità di ordine pubblico.

L'avvocata: "Percorso risarcitorio è la strada naturale"

A confermare l’imminente svolta processuale è l’avvocata Isabella Giampaoli, legale della famiglia insieme al collega Nicola Peverelli dello Studio Bartoli Bavai, la quale, pur nella necessaria cautela legale, non nasconde che una richiesta di danni costituisca il passo logico successivo. "Una richiesta di danni? Penso proprio di sì", afferma l’avvocata, lasciando intendere come la sentenza della Suprema Corte offra ora una solida base giuridica per quantificare il pregiudizio subìto dal giovane, a cui – sono sue parole – "cinque anni fa rovinarono la vita". La pronuncia, che ha stabilito il carattere illegittimo di quell’atto, rappresenta infatti il presupposto fondamentale per avviare un’azione civile, volta a ottenere un indennizzo per la grave lesione della libertà personale e della sfera psichica del ragazzo, la cui condotta di protesta era stata erroneamente medicalizzata.

La scuola prende le distanze dalle decisioni sanitarie

Sul versante istituzionale, mentre si attende di vedere se e come la procura di competenza valuterà di riaprire un eventuale fascicolo penale, la dirigente scolastica dell’istituto Olivetti di Fano, Eleonora Augello, pone un netto distinguo tra il ruolo educativo dell’istituzione che rappresenta e le valutazioni di natura sanitaria. "Ho fiducia nella giustizia", commenta Augello, accogliendo l’esito del giudizio di Cassazione. "Se la Cassazione ha ritenuto illegittimo quel Tso, significa che ci sono state valutazioni in tal senso. Ma va chiarito", ribadisce con decisione, "che il dirigente scolastico non dispone un Tso". Una presa di posizione che mira a circoscrivere le responsabilità dell’ambiente scolastico in una vicenda in cui, come emerge dalla ricostruzione giudiziaria, la richiesta del provvedimento coercitivo partì invece dalle autorità sanitarie.

Il caso giudiziario e le sue possibili ripercussioni

La vicenda, oltre a segnare un punto fermo nella giurisprudenza in materia di trattamenti sanitari obbligatori e di bilanciamento tra salute pubblica e diritti individuali, si appresta dunque a vivere un nuovo capitolo, il cui esito potrà avere riflessi significativi. La famiglia, sostenuta dalla chiarezza della sentenza che ha equiparato l’episodio a un abuso, sembra determinata a proseguire una battaglia legale iniziata anni fa, quando il giovane fu allontanato dalla classe e trasportato in struttura psichiatrica. La questione dei risarcimenti, che verranno quantificati in sede civile, e l’eventuale esame di condotte penali da parte della magistratura competente, rappresentano ora il banco di prova per verificare le concrete conseguenze di un atto che i giudici hanno definito, senza mezzi termini, illegittimo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.