Sanità italiana, il monitoraggio Agenas fotografa luci e ombre del sistema

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sistema sanitario nazionale, sottoposto alla lente d'ingrandimento del Programma nazionale esiti che quest'anno compie un decennio, mostra segnali di miglioramento se valutato attraverso parametri uniformi, sebbene non manchino criticità che richiedono un'attenzione specifica. A delineare il quadro, complesso e sfaccettato, è l'analisi condotta dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la quale, fissando standard nazionali e applicando rigorosi strumenti di monitoraggio, offre una mappa dettagliata delle performance ospedaliere. "I risultati del Piano nazionale esiti", ha osservato il ministro della Salute, "confermano un principio fondamentale: quando il sistema opera con standard nazionali basati su riferimenti normativi precisi e con strumenti efficaci di monitoraggio, il sistema globalmente migliora". Le analisi, che fotografano l'attività del 2024, evidenziano infatti progressi significativi su più fronti, fornendo ai direttori generali degli ospedali dei veri e propri cruscotti per orientare le strategie di miglioramento.

Le eccellenze e le strutture sotto osservazione

Accanto a realtà che si distinguono per livelli di assistenza elevati, l'indagine svela un panorama in cui quasi due strutture su dieci, tra pubbliche e private, non superano la prova dei criteri standard di qualità. Nello specifico, su 1117 ospedali esaminati, 198 sono stati "rimandati" e dovranno quindi avviare un processo di revisione tramite audit, con una concentrazione maggioritaria di queste criticità riscontrata nelle regioni del Sud. D'altro canto, emergono con chiarezza i poli di eccellenza, come dimostra il caso dell'ospedale di Savigliano, unica struttura piemontese ad essersi inserita nella ristretta cerchia delle quindici migliori in Italia, a testimonianza di una sanità provinciale, quella cuneese, che si posiziona tra le più virtuose.

I casi lombardi e le ombre della cronaca

La Lombardia, nonostante le recenti difficoltà emerse in alcuni suoi presidi, conferma una posizione di rilievo nel panorama nazionale, piazzando cinque strutture tra quelle di livello alto o molto alto in sei o sette aree di valutazione. Questo dato, peraltro, giunge in un momento particolarmente delicato per il sistema, sullo sfondo di episodi che hanno scosso l'opinione pubblica e richiamato l'attenzione sulla sicurezza delle cure. Senza scendere in dettagli non necessari, si fa riferimento a quanto accaduto in una terapia intensiva dove, a seguito di un errore nel dosaggio di un farmaco e della fuga di un'infermiera, si è scatenato un caso di cronaca nera che ha portato anche alle dimissioni di un primario, sviluppi sui quali le autorità giudiziarie stanno indagando.

Il bilancio di un decennio di valutazione

Il percorso decennale del Pne, dunque, si consolida come un pilastro per la misurazione dell'efficienza ospedaliera, rivelando da un lato una tendenza generale al miglioramento guidata dall'applicazione di protocolli comuni e, dall'altro, la persistenza di disomogeneità che il meccanismo degli audit si propone di colmare. Permangono, infatti, alcune criticità che il monitoraggio continuo ha il compito di individuare e correggere, in un'ottica di costante innalzamento della qualità offerta ai cittadini. L'obiettivo, come ricordano le finalità stesse del Programma, resta quello di fornire a chi gestisce la sanità gli strumenti per intervenire in modo mirato, trasformando i dati in azioni concrete a beneficio dell'intero servizio.

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