Il ritorno della salma di Vida Shahvalad in Iran
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Redazione Interno
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Vida Shahvalad, una giovane donna di 21 anni, è morta a Napoli, nel quartiere Secondigliano, insieme al suo fidanzato, Vincenzo Nocerino, di 24 anni. Le autorità iraniane hanno espresso la loro disponibilità a rimpatriare la salma di Vida, rispondendo all'appello lanciato dai familiari di Vida e da un loro amico, Ahmad Bahramzadeh, attraverso i microfoni di Radio Marte.
Il rientro della salma
L'Iran ha annunciato che non vi sarà nessun ostacolo a trasferire nel Paese d'origine il corpo della ragazza. Questa decisione è stata presa dopo l'appello lanciato dal padre di Vincenzo, Alfredo Nocerino, e dal deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.
La reazione in Iran
Tuttavia, la notizia della morte di Vida ha suscitato una forte reazione in Iran. Alcuni organi di stampa iraniani hanno definito Vida una "poco di buono", una dai "facili costumi", aggiungendo una pagina triste a una storia già drammatica. Queste notizie hanno fatto alzare un muro dalla polizia morale di Teheran.
La visione di un'attivista
Pegah Moshir Pour, un'attivista iraniana per i diritti umani cresciuta in Basilicata, ha tratteggiato i contorni dello Stato teocratico degli ayatollah. Secondo lei, la religione e la morale sono solo oppio che anestetizza le coscienze. La sicurezza viene spacciata al prezzo della libertà, e le vite e le morti vengono sacrificate sull'altare di un regime. Questa è la nebbia, la propaganda che circonda lo Stato teocratico degli ayatollah.




