Cecilia Sala, prigioniera a Evin, le condizioni di detenzione
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Redazione Interno
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Cecilia Sala, giornalista italiana, è attualmente detenuta nella famigerata prigione di Evin, situata a nord di Teheran. Le condizioni di detenzione in questo carcere sono estremamente dure: i detenuti, tra cui la stessa Sala, sono costretti a dormire su coperte stese sul pavimento di cemento, utilizzando il chador come lenzuolo. Le ore d'aria sono limitate a soli 30 minuti in un piccolo cortile, e non più di quattro giorni a settimana.
Giuliana Sgrena, giornalista e scrittrice che fu sequestrata in Iraq nel 2005, ha descritto le condizioni di detenzione di Cecilia Sala come "inaccettabili". Sgrena, che fu rapita da terroristi islamisti a Baghdad e tenuta prigioniera per un mese, ha sottolineato che i diritti umani dovrebbero essere garantiti in qualsiasi Paese.
Il caso di Cecilia Sala è legato all'arresto dell'ingegnere iraniano Mohammad Abedini, accusato di aver progettato il sistema di guida dei droni iraniani e ricercato dalla giustizia americana. In risposta all'arresto di Abedini, il governo iraniano ha incarcerato Sala come ritorsione. Questo episodio ha ulteriormente deteriorato i rapporti tra l'Italia e l'Iran, già compromessi dal rapimento di Abu Omar a Roma nel 2003 da parte della CIA, in collaborazione con le forze dell'ordine italiane.
Il governo italiano, con il primo ministro Giorgia Meloni in prima linea, sta lavorando intensamente per ottenere la liberazione di Cecilia Sala. A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice presieduto da Meloni, con la partecipazione di Antonio Tajani, Carlo Nordio, Alfredo Mantovano e i vertici dell'intelligence italiana.
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