L’intesa tra Allegri e il Napoli aspetta la buonuscita col Milan, poi toccherà tutelare 140 milioni
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Redazione Sport
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Da più di 48 ore, come confermano le agende dei diretti interessati, Massimiliano Allegri si trova a Milano; eppure, nonostante la presenza fisica sul territorio, l’iter per la risoluzione del contratto che lo lega ancora al club rossonero – un accordo valido fino al 2027, va ricordato – non ha ancora raggiunto la tanto agognata quadra.
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L’allenatore livornese, che secondo le indiscrezioni avrebbe già trovato un’intesa di massima sulla base di un biennale con il presidente De Laurentiis, si trova in quella che si potrebbe definire una scomoda terra di nessuno contrattuale: da un lato la panchina del Napoli, ufficialmente ancora fuori portata, dall’altro un rapporto con il Milan che si è interrotto bruscamente subito dopo il tonfo con i rossoneri e la conseguente mancata qualificazione alla Champions League. calcioefinanza +3
Il nodo, come spesso accade in queste situazioni di separazione traumatica, è di natura esclusivamente economica. La volontà dell’ex tecnico, spalleggiato da un entourage che include legali e agenti, è quella di ottenere una buonuscita che gli consenta di chiudere il capitolo milanista senza rimpianti; una sorta di paracadute, per intenderci, che gli permetterebbe di firmare il nuovo contratto con gli azzurri a testa alta. ottopagine +3
Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, la precedente gestione del club (quella che un anno fa lo aveva richiamato a Milano) aveva lasciato tracce scritte riguardo a determinate clausole, ma l’attuale proprietà – il fondo RedBird – sembra avere una linea diametralmente opposta, con l’intenzione di non voler corrispondere alcuna cifra aggiuntiva per agevolarne l’esodo verso una diretta concorrente. ilmattino +3
“Fortuna allucinante”: il commento di Massimo Orlando
Nel frastuono mediatico che circonda questa trattativa, si inseriscono anche le voci di chi il calcio lo ha vissuto dall’interno, come l’ex calciatore e oggi opinionista Massimo Orlando.
Intervenuto sulle frequenze di TMW Radio nel corso di “Maracanà”, Orlando non ha usato giri di parole nel definire la situazione che sta per regalare Allegri alla corte di De Laurentiis: “Certi personaggi – ha tuonato l’ex giocatore – hanno una fortuna allucinante”. ottopagine +3
Il ragionamento di Orlando, per quanto aspro, segue una logica temporale precisa: il tecnico toscano perde l’ultima giornata di campionato, incassa la mancata qualificazione alla massima competizione europea e, il giorno dopo, si ritrova sul piatto d’argento la chiamata del “Napoli più forte dopo l’Inter”. spazioj +3
Un parere, quello dell’opinionista, che fa leva sulla presunta abilità di Allegri nel gestire gruppi stanchi dei metodi di lavoro coercitivi – con un chiaro riferimento alla precedente gestione Conte – senza però entrare nel merito delle scelte tecniche che lo hanno reso celebre. affaritaliani +3
Il “volpone” e la valorizzazione del vivaio
Se si osserva il profilo professionale di Allegri, tuttavia, si scopre un’attitudine forse meno nota al grande pubblico ma estremamente apprezzata dai vertici societari: quella di essere, citando testualmente le cronache, un “volpone della panchina” capace di lanciare giovani talenti anche in contesti di vertice. In principio furono De Sciglio e Cristante, ma da quel 2011 ne è passato di tempo. ilmattino +3
Per lui, come confermano i numeri lasciati alla Juventus (dove ha lanciato più di 11 calciatori Under 23, da Kean a Yildiz passando per Gatti e Miretti), non esistono discriminanti anagrafiche: esiste solo il discrimine tra “bravi” e “meno bravi”. E, va sottolineato, quando un ragazzo è bravo merita di giocare anche a 16 anni. ilgiornale +3
Nel progetto di De Laurentiis, che guarda con interesse alla creazione di una sorta di “Next Gen” partenopea, questa capacità di valorizzare i prospetti del vivaio non è affatto secondaria, soprattutto in un’ottica di sostenibilità economica e di possibile plusvalenza futura. gazzetta +3
L’eredità pesante: un patrimonio di 140 milioni da tutelare
Prima ancora di sedersi formalmente sulla panchina, però, l’allenatore dovrà fare i conti con una priorità che poco ha a che fare con la tattica e molto con la pianificazione finanziaria.
Il Napoli, si legge nelle analisi di settore, ha sparpagliato per l’Europa una vera e propria “squadra parallela” – una trentina di calciatori in prestito – i cui cartellini rappresentano un investimento complessivo di circa 140 milioni di euro. corriere +3
Da qui la necessità, già emersa in una prima chiacchierata tra l’area tecnica e lo stesso Allegri, di trovare una soluzione per evitare la svalutazione di questo enorme patrimonio umano ed economico. Un rebus di non facile soluzione, questo, considerando che molti di quei giocatori non hanno convinto nelle rispettive esperienze all’estero; eppure, la società non può permettersi di lasciarli “in ghiacciaia” senza una chiara linea di condotta. corriere +3
La gestione di questo tesoretto – fatta di plusvalenze, conferme in rosa o nuovi giri di prestito – sarà probabilmente il primo vero esame per il nuovo corso targato Allegri, appena il nodo buonuscita con il Milan verrà definitivamente sciolto. gazzetta +3




