Il messaggio (nascosto) dell’abito di Zendaya che viene da Cate Blanchett
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è chi recita un ruolo e chi, invece, lo indossa fino all’ultimo filo di cucitura. Zendaya, attrice californiana che ormai da anni trasforma ogni tappeto rosso in una lezione di stile narrativo, ha aggiunto un nuovo capitolo alla sua personale enciclopedia del method dressing: durante la promozione di The Drama, film che ruota attorno al tema del matrimonio, ha sfoggiato una serie di look total white capaci di evocare – senza troppi giri di parole – l’estetica della sposa. Una scelta, quest’ultima, che secondo alcuni rumor potrebbe non limitarsi a una pura suggestione stilistica, alimentando quelle voci di corridoio che legano la sua vita privata a un possibile evento imminente.
Ma il vero colpo di scena, per chi segue con attenzione le mosse della coppia formata dall’attrice e dal suo stylist Law Roach, è arrivato su un altro palco, e con un altro colore. Nella tappa romana del tour promozionale, Zendaya ha infatti indossato un abito nero firmato Giorgio Armani, che non è un capo qualsiasi: appartiene al guardaroba di Cate Blanchett, e l’attrice australiana lo aveva precedentemente indossato proprio in Italia, durante la Mostra del Cinema di Venezia. Un passaggio di consegne silenzioso, quasi iniziatico, che trasforma il rosso romano in una passerella di significati stratificati.
Un prestito d’autore tra due attrici, due film e due città italiane
L’abito, quindi, non è solo “qualcosa di prestato” – come reciterebbe la tradizione anglosassone che accompagna una sposa nel giorno delle nozze – ma diventa un ponte tra due interpreti, due momenti cinematografici e due capitali italiane. Da Venezia a Roma, il nero di Armani cambia volto: su Blanchett parlava di eleganza algida e potenza scenica, su Zendaya assume una sfumatura più giocosa, quasi da cerimonia nuziale in chiave notturna. E non è un caso, viene da pensare, che l’occasione romana fosse legata a un film il cui Titolo, The Drama, gioca proprio sull’ambiguità tra finzione e realtà. L’attrice, regina indiscussa di questo gioco di specchi, non ha mai negato il piacere di mescolare i piani: il personaggio che interpreta – una giovane sposa – trova così un’eco diretta nel guardaroba che sceglie per sé fuori dal set.
La Sala Rossa del Campidoglio, cornice istituzionale per un’anteprima d’eccezione
Zendaya e Robert Pattinson, suo partner sullo schermo nel film diretto da Kristoffer Borgli, hanno fatto tappa in Campidoglio per l’anteprima italiana della pellicola, prevista nelle sale dal primo aprile. Ad accoglierli, niente meno che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che li ha ricevuti nella celebre Sala Rossa dei matrimoni civili. Un luogo, quest’ultimo, carico di simboli: è lì che centinaia di coppie romane si scambiano ogni anno la promessa di fedeltà, e lì che i due attori hanno posato per una foto destinata a fare il giro del web. La sovrapposizione tra il tema del film (un matrimonio finzionale) e lo scenario reale di un’istituzione dedicata alle unioni non è certo passata inosservata, eppure né Zendaya né Pattinson hanno rilasciato dichiarazioni in merito, limitandosi a partecipare all’incontro istituzionale con il primo cittadino.
Tra method dressing e indiscrezioni: il peso di un vestito che parla da solo
Quel che resta, al di là delle chiacchiere da dietro le quinte, è la concretezza di un fatto: Zendaya ha scelto di indossare, in un giorno chiave della promozione, l’abito di un’altra grande attrice, e lo ha fatto in una sala che celebra l’unione civile. Law Roach, suo braccio destro in materia di immagine, ha curato l’operazione con la precisione di un orologiaio, dosando i riferimenti e lasciando che fosse il pubblico a decifrarli. Nessuna spiegazione ufficiale, nessuna nota stampa: solo l’abito, il luogo, il momento. E forse, in un’epoca in cui ogni gesto viene sovraesposto e commentato, il silenzio è la scelta più eloquente. Resta da vedere, per gli amanti del dettaglio, se il prossimo capitolo di questa strategia visiva includerà altri prestiti illustri o se, come suggeriscono alcuni, il bianco total look lasciato finora in standby sia in realtà un annuncio ancora da completare.




