Addio a Fiorenza de Bernardi, pioniera dei cieli italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se ne è andata a 97 anni Fiorenza “Fiore” de Bernardi, la donna che, con una determinazione silenziosa e implacabile, spalancò le porte di una cabina di pilotaggio a tutte quelle che sarebbero venute dopo di lei. A darne l’annuncio è stata l’associazione "Donne dell’Aria", da lei stessa fortemente voluta, che in una nota ha scritto: «La nostra amata Fiorenza è salita al cielo, adesso volerà spensierata e leggera accanto a ognuna di noi». Figlia di un mito dell’aviazione, il colonnello Mario de Bernardi, originario di Venosa, non si limitò a vivere all’ombra di un’eredità illustre, ma ne fece il punto di partenza per costruirne una tutta sua, guadagnandosi, metro dopo metro di quota, il rispetto in un ambiente allora rigidamente maschile. Ottenne il primo brevetto nel 1951, quando il mondo, uscito appena dalla guerra, faticava a immaginare una donna al comando di un velivolo di linea; una conquista, la sua, che non fu solo simbolica ma concreta, fatta di settemila ore di volo, centinaia di rotte percorse e atterraggi di fortuna gestiti con quella freddezza che è il sigillo del vero professionista.

Un percorso tra le nuvole segnato dalla tenacia

Il suo percorso, come accade per molti pionieri, non fu privo di ostacoli, che seppe superare con una professionalità così ferrea da disarmare qualsiasi pregiudizio. La sua figura divenne un punto di riferimento ineludibile, non solo in Italia ma a livello internazionale, per chiunque vedesse nell’aviazione una passione e una professione accessibile a tutti. La città di Venosa, che attraverso l’amministrazione comunale ha espresso profondo cordoglio, la ricorda non solo come figlia di un concittadino illustre, ma come un “simbolo di coraggio e determinazione” a sé stante, che portò avanti con orgoglio il nome della famiglia contribuendo a scrivere una nuova pagina della storia del volo. Quella stessa storia che il padre aveva contribuito a rendere gloriosa, e che lei seppe declinare al femminile, dimostrando come il talento e la preparazione non abbiano genere.

Il legame indissolubile con le radici e il ricordo

Il legame con la memoria del padre, del resto, restò sempre vivo e profondo, come dimostrò in occasione dei festeggiamenti per i suoi novant’anni, organizzati dall’Aeronautica Militare nel 2018 proprio all’aeroporto “Mario de Bernardi” di Pratica di Mare. In quell’occasione, non nascose una commozione palpabile, mista a un legittimo orgoglio, nel trovarsi celebrata in un luogo che portava il nome del genitore, un’icona dell’aria; reggendosi sul bastone, ormai necessario, poté osservare come il suo stesso percorso avesse, in un certo senso, chiuso un cerchio, unendo il passato eroico dell’aviazione al futuro che lei aveva contribuito a disegnare. Quella festa non fu un semplice tributto all’età, ma il riconoscimento istituzionale di una carriera straordinaria, capace di abbattere barriere considerate invalicabili.

Un’eredità che continua a volare

La sua scomparsa chiude un’epoca ma non la traccia che ha lasciato. L’impegno di Fiorenza de Bernardi, infatti, andò ben oltre il tempo trascorso ai comandi di un aereo, dedicandosi con energia costante, fino all’ultimo, a incoraggiare le donne a seguire le proprie ambizioni, specie in settori tecnici e apparentemente impervi. Il suo esempio concreto, fatto di competenza e di una quieta forza d’animo, ha ispirato e continuerà a ispirare generazioni, mostrando come i traguardi si raggiungano non attraverso clamori ma con l’applicazione costante e la ferma convinzione nei propri mezzi. La sua vita, lunga e operosa, resta una testimonianza vivente del fatto che i cieli, come ogni altro ambito delle attività umane, non conoscono limiti se non quelli che noi stessi accettiamo.

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