Sequestro di beni a Unicredit in Russia: una mossa da 463 milioni di euro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Unicredit, un istituto di credito di rilievo, si trova al centro di una controversia giudiziaria in Russia. Questa situazione è emersa a seguito delle sanzioni imposte dall'Unione Europea contro Mosca. Una Corte di San Pietroburgo ha deciso di sequestrare conti e proprietà di Unicredit nel territorio russo. Il valore totale dei beni sequestrati ammonta a quasi 463 milioni di euro.

Il contenzioso con Gazprom

La decisione della Corte è stata presa in risposta a una richiesta di RusKhimalyans, un'impresa per la produzione di gas liquido partecipata di Gazprom. Questa richiesta fa parte di un contenzioso avviato nell'agosto 2023 contro Unicredit. La notizia è stata riportata per la prima volta dall'agenzia di stampa russa Interfax, che ha sottolineato come si tratti di misure provvisorie nell'ambito della causa intentata da RusChemAlliance, una joint venture tra Gazprom e Rusgazdobycha.

Le ripercussioni per le banche europee

La situazione ha avuto ripercussioni anche su altre banche europee. Un tribunale di San Pietroburgo ha ordinato il sequestro di beni in Russia per un valore di oltre 700 milioni di euro appartenenti a tre banche europee: Unicredit, Deutsche Bank e Commerzbank. Secondo il Financial Times, questo congelamento "segna una delle più grandi mosse" contro i gruppi stranieri, dopo che la maggior parte delle banche internazionali ha ritirato o liquidato le proprie attività in Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina ordinata dal presidente Vladimir Putin nel febbraio 2022.

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