Ducati contro Lamborghini: divergenze su contratto e orario di lavoro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A una ventina di chilometri da Sant'Agata Bolognese, sede di Lamborghini, Ducati fa una scelta diversa per il contratto integrativo aziendale: dice no alla settimana corta. Questo nonostante entrambi i marchi siano controllati da Audi-Volkswagen.

Il grido di vittoria di Fiom e Fim per essere riusciti a strappare a Lamborghini condizioni contrattuali insperate ancora riecheggia nella Motor Valley, ma almeno a breve non se ne sentiranno altri. Ducati, l’altro grande marchio emiliano, ha fatto sapere che non intende mettersi in scia a Lamborghini per le varie concessioni incluse nel rinnovo contrattuale ai dipendenti dell’emblema col toro.

Si torna a parlare di orario di lavoro e questa volta partendo da alcuni elementi di novità per il mercato del lavoro italiano. Hanno infatti destato scalpore gli accordi sindacali recentemente siglati in Luxottica e Lamborghini e nei mesi scorsi da Intesa Sanpaolo. Accordi che, con modalità e costi differenti, hanno ridotto e rimodulato la settimana lavorativa accorciandola.

I 2.100 lavoratori di Lamborghini – con sede nel Bolognese e di proprietà del gruppo tedesco Volkswagen – costruiscono vetture supersportive richieste in tutto il pianeta. Luxottica, con quasi 20.000 dipendenti negli stabilimenti italiani, è il più grande gruppo mondiale dell’occhialeria.

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