Assassin’s Creed Invictus, il leak “ritoccato” con l’ia e i playtest disastrosi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il progetto “Assassin’s Creed Invictus”, quello spinoso spin-off multigiocatore che Ubisoft aveva annunciato con grande enfasi nel settembre del 2022 senza però mai mostrarlo realmente al pubblico, è tornato improvvisamente al centro dell’attenzione. Ma, come spesso accade in questi casi, non certo per buone ragioni.
Da una parte, c’è la rumorosa e imbarazzante vicenda di un leak che prometteva di svelare il gioco in anteprima, salvo poi rivelarsi un’immagine manipolata.
Dall’altra, e forse questo è l’aspetto più sostanziale, si rincorrono indiscrezioni sullo stato di salute del titolo: indiscrezioni che lo descrivono come un progetto in seria difficoltà, se non in caduta libera. multiplayer +2
Tralasciando per un attimo le polemiche da bar dello sport digitale, concentriamoci su cosa è realmente accaduto nelle ultime ore. L’insider noto come j0nathan – figura seguita e spesso controversa nell’ecosistema dei viziatori francesi – ha pubblicato su X quella che definiva la “prima immagine” di “Invictus”.
Lo scatto mostrava un personaggio in costume d’epoca all’interno di un’arena spoglia, con ampie porzioni dello scenario ridotte a blocchi grigi e texture mancanti. Lui stesso, nel post, aveva minimizzato l’impatto visivo, avvisando che il gioco era “ancora grezzo”.
Peccato che il problema non fosse la grana grafica, ma la sostanza stessa della prova.
L’account ufficiale di “Assassin’s Creed” non ha perso tempo e, con un secco “nice try”, ha rispedito al mittente l’intera operazione: l’immagine, ammette il publisher, potrebbe avere una vaga origine interna, ma è stata pesantemente alterata, con un alto margine di probabilità, proprio da software di intelligenza artificiale.
Il messaggio social del brand è stato chiaro: diffondere disinformazione non è un bel gioco. drcommodore +2
L’effetto “verità scomoda” e lo scontro diretto con l’insider
Quella che poteva chiudersi come una semplice smentita si è invece trasformata in un caso piuttosto singolare di etica del gossip videoludico. La reazione, giudicata “arrogante” da j0nathan, ha spinto l’insider a pubblicare una seconda immagine.
Questa, secondo le sue dichiarazioni, rappresenterebbe la versione autentica, quella “non toccata” dall’intelligenza artificiale e quindi – a suo dire – molto più imbarazzante per gli sviluppatori.
In sostanza, l’operazione sembra aver seguito una logica paradossale: l’uso della colorazione artificiale non voleva ingannare, bensì nascondere la ruvidezza originale del prodotto.
“Ho solo reso i colori più brillanti”, si è giustificato l’insider, dando vita a un braccio di ferro in cui la credibilità non è più un accessorio, ma la posta in gioco principale.
Resta il fatto che, nell’era della comunicazione istantanea, l’immagine di un progetto non ancora ufficiale è già stata bruciata, creando un precedente pericoloso su come i contenuti in lavorazione possano essere strumentalizzati. ign +2
Playtest ad aprile e un’etichetta pesante: “terribile”
A rendere il clima ancora più teso, e forse a spiegare la frustrazione di chi ha riversato il proprio malcontento in un leak ritoccato, ci sono le voci – queste sì non alterate digitalmente – sulle condizioni del gameplay.
Stando sempre alle fonti dell’insider, che avrebbe avuto accesso o quantomeno contatti con i tester, il 30 aprile scorso si sarebbero svolti dei playtest interni dedicati proprio alla modalità PvP di “Invictus”. E l’esito, se confermato, è tutto fuorché confortante.
Alcuni dei partecipanti avrebbero liquidato l’esperienza con un aggettivo preciso e pesante: “orribile”. Un feedback talmente negativo da far pensare a una possibile, drastica riprogrammazione del calendario, con un rinvio al 2027 che sembra ormai più probabile di una uscita a breve termine. drcommodore +2
La sensazione, leggendo i report che filtrano dalle sale di sviluppo (in particolare dal team di Montréal, lo stesso di “For Honor”), è quella di una profonda crisi identitaria. L’accostamento con “Fall Guys” – che aveva infiammato le prime indiscrezioni – rappresenta forse un paragone fin troppo generoso o, al contrario, fuorviante.
Sembra che i riflettori siano puntati su un’estetica esagerata e meccaniche “da party game” che però, stando ai riscontri, non avrebbero convinto né i fan storici della saga, né i tester occasionali, finendo in un limbo stilistico dove l’azione non è né abbastanza coreografica né abbastanza solida. ign +2
Ubisoft tra il silenzio e la difesa della propria immagine
Di fronte a questo scenario, la casa transalpina gioca una partita complessa. Da un lato, con la pronta risposta al fake, dimostra di voler blindare la narrazione attorno a un titolo che – va ricordato – è ancora in fase di gestazione e lontano dalla parola “finale”.
Dall’altro, l’assenza di un “gameplay reveal” ufficiale dopo quasi quattro anni dal primo annuncio alimenta i sospetti di un progetto che, almeno secondo la vox populi dei leak, starebbe attraversando un “periodo non particolarmente positivo”.
L’unica certezza, se così si può chiamare, è che “Invictus” in qualche forma esiste: il colosso francese non ha ufficialmente spento i motori, ma l’attenzione attuale sembra concentrata a gestire l’emergenza reputazionale più che a costruire hype.
L’ombra di un possibile rinvio, o persino di una cancellazione pesa, come un macigno, sulle aspettative di chi sperava in un ritorno del multiplayer competitivo nell’universo dei Nascosti. drcommodore +2




