Slay the Spire 2 parte fortissimo su Steam, Marathon si ferma a un passo dalla top 20

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il 5 marzo rimarrà una data impressa nella memoria degli analisti di mercato e degli appassionati di videogiochi, un giorno in cui due pubblicazioni di rilievo, seppur profondamente diverse per ambizioni e genere di appartenenza, hanno fatto il loro esordio sulla medesima piazza, quella di Steam. Da un lato c'era Marathon, lo sparatutto in stile extraction shooter sviluppato da Bungie, un progetto ambizioso e costoso, pensato per diventare un pilastro del live service e sostenuto da una campagna marketing imponente, che mirava a conquistare le masse di giocatori avidi di azione competitiva. Dall'altro, in apparenza più defilato ma forte di un pedigree invidiabile, è uscito Slay the Spire 2, il seguito di quel piccolo miracolo ludico che nel 2019 ha ridefinito i canoni del roguelite mescolandoli con sapienza alle meccaniche del gioco di carte collezionabili. Ebbene, a poche ore dal lancio congiunto, i primi, freddi numeri forniti dalla piattaforma di Valve dipingono un quadro piuttosto chiaro e per certi versi sorprendente: se Marathon è riuscito a stento a scalfire la porta della top 20 dei titoli più giocati, Slay the Spire 2 l'ha letteralmente sfondata, registrando un'affluenza che ha più che quadruplicato quella del diretto concorrente e imponendosi come uno dei lanci indipendenti di maggior successo degli ultimi anni.

Marathon, un ingresso in sordina nonostante le attese

La nuova proprietà intellettuale di Bungie, tornata a calcare le scene videoludiche dopo anni di dedizione pressoché totale al franchise di Destiny, ha fatto registrare un picco di utenti simultanei che si aggira intorno alle 88.000 unità, un dato che, se letto in termini assoluti, potrebbe apparire persino rispettabile per molti titoli minori, ma che se rapportato alle mastodontiche aspettative riposte in un'etichetta del calibro di Bungie, suona quasi come una mezza delusione. La cifra, peraltro, colloca lo sparatutto appena al di fuori della top 20 dei giochi più giocati del momento sulla piattaforma, un posizionamento che certamente non rispecchia gli investimenti profusi né le speranze di Sony, che aveva puntato molto su questo rilancio in chiave moderna di un marchio storico. Le recensioni degli utenti, per la verità, dipingono un quadro contrastante: su Steam le valutazioni sono finora "molto positive", con circa 5.000 giocatori che hanno speso parole di elogio per l'estetica curata e per un gunplay che, nei suoi momenti migliori, ricorda la solidità delle produzioni passate dello studio. Ma se il feedback qualitativo non affossa il prodotto, quello quantitativo, invece, impone una riflessione: fermarsi a 88.000 utenti simultanei, quando un concorrente diretto e free-to-play come Arc Raiders aveva sfondato il muro dei 260.000 al lancio, significa non aver capitalizzato appieno la finestra di lancio.

Il trionfo inaspettato di Slay the Spire 2, un fenomeno da 280.000 scalatori

Se dalla parte di Bungie si registra un cauto ottimismo misto a una punta di rammarico, dall'altra parte della barricata, quella dello studio indipendente Mega Crit, l'entusiasmo è alle stelle e i numeri parlano una lingua che non ammette fraintendimenti. Slay the Spire 2, approdato sulla piattaforma in accesso anticipato, ha letteralmente polverizzato ogni previsione, toccando un picco di giocatori simultanei che ha sfiorato e in alcuni momenti superato la soglia dei 282.000 utenti. Un risultato che assume contorni ancora più epici se si considera il raffronto con l'esordio del primo capitolo, avvenuto nel 2017 con appena 193 giocatori contemporanei: un incremento percentuale a tre cifre che ha spinto gli stessi sviluppatori a pubblicare sui social messaggi ironici e autocelebrativi, giustamente fieri di un traguardo che pochi avrebbero osato pronosticare. Il roguelite a base di carte, forte di una formula che coniuga la profondità strategica con una rigiocabilità pressoché infinita, ha evidentemente colpito nel segno, conquistando non solo i fan della prima ora ma anche una schiera di nuovi adepti, incuriositi dal tam tam mediatico e dalle recensioni "estremamente positive" che hanno subito invaso la pagina del gioco. La bellezza di oltre 280.000 persone intente a scalare la torre contemporaneamente rappresenta un record assoluto per l'intero genere dei roguelite, superando con disinvoltura i picchi recentemente raggiunti da titoli pur apprezzati come Hades II e Mewgenics.

Un confronto impietoso che racconta lo stato dell'arte

Mettere fianco a fianco i due dati, i 177.000 giocatori inizialmente comunicati da Mega Crit e poi lievitati fino ai 282.000 definitivi, con gli 88.000 di Bungie, significa fotografare una disparità che va al di là della mera sfida tra due software house. È la dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, di come il pubblico di Steam premi sempre più spesso l'originalità e la profondità di un'esperienza ludica ben confezionata, anche se proveniente da una realtà indipendente, piuttosto che la semplice potenza di fuoco produttiva di un colosso. Mentre Marathon, pur con tutti i crismi della produzione tripla A, arranca per trovare una sua identità in un mercato saturo di sparatutto, Slay the Spire 2 cavalca un'onda lunga di affetto e stima nei confronti di un marchio che ha fatto scuola, proponendo al contempo novità sostanziali come la tanto attesa modalità cooperativa a quattro giocatori e una filosofia di sviluppo, quella dell'accesso anticipato, che mette i giocatori al centro del processo creativo. I risultati commerciali, se si guarda alla classifica dei più venduti, premiano entrambi, con Marathon saldamente in seconda posizione alle spalle proprio del rivale, ma è la classifica dei giocati in simultanea a sancire il verdetto più significativo: la base di utenza attiva e partecipe è oggi saldamente ancorata al mondo delle carte e delle scalate, un mondo in cui l'abilità dello studio Mega Crit, supportata da dichiarazioni nette contro le microtransazioni invasive, ha saputo costruire un rapporto di fiducia che ora si traduce in numeri da capogiro.

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