Sciopero dei trasporti, Landini e la rivolta sociale
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Redazione Interno
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Un altro venerdì di disagi per il trasporto pubblico, con città bloccate, lavoratori costretti a camminare, studenti impossibilitati a sostenere gli esami prenotati e cittadini obbligati ad annullare visite e impegni familiari. Il tutto senza fasce di garanzia. Giorni fa, il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha avuto il coraggio di proclamare uno sciopero generale contro una manovra che penalizza il lavoro. La Fiom sostiene le ragioni dello sciopero generale indetto per venerdì 29 novembre da Cgil e Uil contro la manovra di bilancio del governo Meloni, che non dà risposte concrete ai problemi dei lavoratori e delle lavoratrici.
Una ragione in più per le metalmeccaniche e i metalmeccanici di incrociare le braccia è la difesa e la promozione del lavoro industriale, a partire dall'automotive, la siderurgia, l'elettrodomestico e l'installazione impianti. Landini ha dichiarato che il governo non trova soldi? "Tassi gli extraprofitti e l'evasione fiscale", ha affermato il segretario della Cgil, a margine della manifestazione dei lavoratori dei trasporti nel giorno dello sciopero del Tpl davanti al Ministero dei Trasporti. Le aberrazioni di Landini meritano una pernacchia, secondo alcuni critici. Maurizio Landini, ospite de L’Aria Che Tira, programma condotto su La7 da David Parenzo, è stato autore di un intervento a dir poco imbarazzante. Un fiume in piena di tesi e proposte deliranti, oltre che di invettive gratuite nei riguardi del governo di destra, che con la complessa realtà del nostro Paese non hanno nulla a che vedere.
In estrema sintesi, la sua idea per rimettere a posto le cose, tacitando la presunta rabbia di milioni di persone che a suo dire si troverebbero ben oltre i limiti della sopravvivenza, sarebbe quella di spendere e spandere in ogni settore come se non vi fosse un domani, senza evidentemente curarsi delle estremamente precarie condizioni della finanza pubblica, alle prese con un debito pubblico colossale e con un disavanzo ancora eccessivo che ne mette seriamente a rischio la sostenibilità.




