Accordo Italia-SpaceX, una scorciatoia rischiosa?
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Redazione Interno
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I satelliti di Elon Musk e della sua società SpaceX rappresentano, per l’Italia, una scorciatoia rischiosa. È questa la valutazione di Juan Carlos De Martin, professore di Ingegneria informatica presso il Politecnico di Torino, dove dirige il centro Nexa su Internet e società. Secondo De Martin, affidare a un'azienda americana un tassello di un'infrastruttura critica potrebbe comportare rischi significativi per la sicurezza nazionale. Nonostante la chiara smentita di Palazzo Chigi, i partiti di opposizione hanno continuato a cavalcare la "balla spaziale" di un fantomatico accordo da un miliardo e mezzo tra governo e SpaceX per la fornitura di sistemi avanzati di sicurezza nelle telecomunicazioni, attraverso Starlink.
La deputata della Lega, Laura Ravetto, ha dichiarato che il Paese ha bisogno di essere al passo con i tempi e di essere modernizzato, e pertanto la Lega non è contraria a prescindere. Tuttavia, ha chiesto alla sinistra di indicare quali sarebbero le alternative disponibili da subito. La questione dei satelliti di Musk, infatti, non è solo una questione di antipatia personale, ma riguarda anche il costo: Starlink costerebbe meno di un decimo rispetto agli altri servizi ipotetici che ad oggi nemmeno esistono.
Il governo cinese, tramite la controllata China Satellite Network Group o Qianfan, ha affermato in diversi report che bisogna assolutamente recuperare il divario tecnologico con Starlink. Questo dimostra come la questione non sia solo italiana, ma coinvolga anche altre potenze mondiali che vedono in Starlink una minaccia alla loro supremazia tecnologica.




