Vlahovic, il lavoro extra e la promessa a Spalletti: a Lecce occasione unica e ricordi felici

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è preso la responsabilità, come sul calcio di punizione che ha rischiarato il suo orizzonte. Che sarà pur valso (giusto) un pari con il Verona, ma che botta quel gol. Che emozione. Che sensazioni.

E ora Dusan Vlahovic non vuole mica rinunciarvi, per questo sta mettendo nel mirino Lecce, la partita contro il “suo” Pantaleo Corvino, soprattutto la gara che sembra destinata a ritrovarlo dal primo minuto.

La gestione fisica, va detto, è diventata una priorità nell’agenda del serbo: dall’operazione all’adduttore non ha più trovato quella continuità a cui ambiva, ecco perché si sottopone a terapie, sedute specifiche e tanto lavoro in palestra per recuperare forza e brillantezza.

Evita di sterzare e di puntare sulle accelerazioni violente, preferendo una progressione più lineare ma costante, un programma ad hoc insomma per cavare il massimo da ciò che ha ancora nelle gambe. calcionews24 +3

L'occasione del riscatto nel tempio del “Pantaleo”

Non è titolare da 160 giorni, esatti, da quel Juventus-Cagliari che ha cambiato le prospettive della sua intera annata. A Lecce, però, Dusan torna in un posto che gli evoca ricordi felici, dove l’ultima volta che ci ha messo piede segnò addirittura una doppietta.

Spalletti, con il quale i colloqui sono ormai quotidiani, cerca un sussulto dalla sua punta e immagina la trasferta salentina come un pantano dal quale liberarsi proprio grazie alla fisicità del numero 9.

Lui si sta facendo trovare pronto, senza pretendere nulla ma con la consapevolezza della necessità che la squadra ha di lui; può giocare insieme a David in emergenza, può abbassarsi a prendere la regia alle spalle di McKennie o sfruttare i traversoni come filtranti.

E così ha promesso, a modo suo, al tecnico: condizione e fiducia in questo finale di stagione che sa essere decisivo. gazzetta +3

Il gelo sul rinnovo e l'effetto Yildiz

Se in campo il clima si scalda, negli uffici della Continassa regna invece un grande gelo. La trattativa per il rinnovo, nonostante i cinque incontri già avvenuti tra i dirigenti e l'entourage del giocatore, è sostanzialmente ferma.

Il club ha fissato un tetto ben preciso, rappresentato dal nuovo contratto di Kenan Yildiz: 7 milioni di euro netti a stagione tra fisso e bonus, una cifra che la Juventus non intende superare per adeguare l'ingaggio del serbo.

Vlahovic, che in quest’annata ha incassato ben 12 milioni di euro netti, si trova quindi di fronte a una riduzione quasi del 50%. Dall’altra parte, il giocatore e il padre (che segue la pratica) non hanno fretta: la distanza permane sui costi accessori, su commissioni e premio alla firma, elementi che al momento bloccano la fumata bianca. cagliarinews24 +3

In attesa di Bayern o Barcellona

E mentre la Juve stringe i tempi con quello che sembra un vero e proprio ultimatum, l’attaccante aspetta. Aspetta perché sa che il proprio contratto scade a giugno e da febbraio avrebbe potuto già firmare con chiunque.

Le big d’Europa, dal canto loro, sono in agguato: il Bayern Monaco monitora la situazione senza muoversi di fretta, mentre il Barcellona cerca da tempo un nuovo numero 9 per il post-Lewandowski e avrebbe già avuto contatti con l’entourage.

Milan e club inglesi, infine, restano sullo sfondo, pronti a inserirsi per un parametro zero che farebbe gola a chiunque.

Per ora, però, Dusan ha chiesto ufficialmente di sfruttare le prossime tre partite (Lecce, Fiorentina e Torino) da protagonista, per regalarsi un finale all'altezza delle sue ambizioni e magari scrivere un'altra pagina prima che la storia prenda una direzione definitiva. mediaset +3

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