Bergamo, violenze sessuali in aumento del 104%: la provincia sale al 39esimo posto per criminalità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel rapporto tra le province con più reati segnalati in proporzione alla popolazione, Bergamo si colloca al 39esimo posto in Italia. A dirlo è «L’indice della criminalità» pubblicato da Il Sole 24 Ore e basato sui dati del ministero dell’Interno, in cui sono stati presi in esame i numeri delle attività delle Forze dell’ordine. Per la provincia bergamasca, a conti fatti, si tratta di un centinaio di illeciti al giorno, che moltiplicati per le quattro stagioni fanno quasi 40mila l’anno.

I numeri della Bergamasca

Nel 2025 le denunce in Bergamasca sono state 39.181, in rialzo del 3,1% sul 2024; ci si riavvicina così a quota 40mila, su livelli che non si registrano dal 2018. Numeri alla mano, significano 3.501 denunce ogni 100mila abitanti. Rispetto all’edizione precedente, la Bergamasca scala sei posizioni e si colloca al 39esimo posto. Tra i reati con il maggior incremento ci sono le violenze sessuali, che registrano un +104%: in questo settore, Bergamo si piazza al 30esimo posto della graduatoria nazionale, con 11 denunce in più rispetto al 2024.

La geografia nazionale della criminalità

Il report scatta una fotografia della criminalità in continua evoluzione. A livello nazionale, i reati denunciati nel 2025 sono stati 2,36 milioni, in calo dell’1,8% rispetto al 2024, con 42.242 denunce in meno. Si tratta della prima flessione dopo quattro anni consecutivi di crescita. A determinare la diminuzione sono soprattutto i furti, scesi a 992.660 casi, quasi 62mila in meno rispetto all’anno precedente, con una riduzione del 5,9%. Per la prima volta dal 2022, questa tipologia di reato torna sotto la soglia del milione, pur rappresentando ancora il 42,1% di tutti i delitti denunciati.

Il calo interessa diverse categorie: i furti sulle auto in sosta diminuiscono del 16,2%, quelli nelle abitazioni dell’8,7% e i furti con destrezza del 6%. Segno negativo anche per le rapine, in flessione del 3,6%, con una diminuzione del 7,7% per quelle commesse in pubblica via. Particolarmente significativo il dato sugli omicidi volontari, passati dai 326 del 2024 ai 289 del 2025, con una riduzione dell’11,3%. Si tratta del valore più basso della serie storica dal 1950, eguagliato soltanto nel 2020, durante la pandemia.

Diminuiscono inoltre i tentati omicidi, scesi a 993 casi (-13,1%), e le denunce per violenze sessuali (-2,8%), dato che va interpretato considerando anche la propensione delle vittime a denunciare.

Truffe informatiche in crescita

La riduzione generale della criminalità non riguarda tutte le tipologie di reato. Le truffe e frodi informatiche raggiungono 298.651 denunce, con un incremento del 4,4% rispetto al 2024 e del 40,8% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Un dato che conferma la crescente rilevanza dei fenomeni criminali legati agli strumenti digitali. Aumentano anche i danneggiamenti, arrivati a 288.938 casi (+3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%). Nonostante la flessione registrata nell’ultimo anno, il totale dei reati denunciati resta superiore del 2,4% rispetto al 2019.

I dati ancora provvisori relativi al primo semestre del 2026 indicano comunque un’ulteriore diminuzione del 9,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Milano, Firenze e Roma in testa alla classifica

La distribuzione territoriale conferma una maggiore concentrazione delle denunce nelle grandi aree urbane. Le prime dieci posizioni della graduatoria nazionale sono occupate, nell’ordine, da Milano, Firenze, Roma, Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. Milano supera le 7mila denunce ogni 100mila residenti, registrando un incremento dello 0,6% rispetto al 2024. Firenze è seconda con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, ma presenta una riduzione del 2,9%. In diminuzione anche Roma (-5,3%), Bologna (-0,3%) e Torino (-4,3%).

Nei territori delle 14 città metropolitane si concentra il 47,4% dei delitti denunciati in Italia. A guidare la classifica delle denunce ogni 100mila abitanti sono le grandi città: Milano al primo posto, poi Firenze, Roma, Bologna e Torino. Agli ultimi posti Pordenone, Benevento, Enna, Potenza e Oristano.

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