La goleada del Como inanella record, il Torino esce a pezzi dal Sinigaglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Umiliante e dolorosissimo: il verdetto del Sinigaglia, che ha chiuso i battenti su un roboante 6-0 per il Como, non ammette interpretazioni o attenuanti. Una gara a senso unico, quella di domenica, che ha giustamente sollevato più di un malcontento tra i tifosi granata, i quali chiedono a gran voce rispetto dopo una prestazione così annichilita. I lariani, guidati dallo schemino offensivo di Cesc Fabregas, hanno dilagato sin dal primo fischio, mettendo in mostra, con fredda precisione, tutte le vulnerabilità di un Torino apparentemente immobile, inchiodato agli stessi punti deboli già palesati nel primo, rovinoso, confronto di novembre. Quel giorno, all'Olimpico, era finita 1-5 per i padroni di casa, stabilendo il record della più larga vittoria in trasferta del Como in serie A; questa volta, tra le mura amiche, la squadra ha superato sé stessa, incidendo un nuovo primato, quello del più ampio successo casalingo e della vittoria in assoluto più netta nella storia del club in massima serie.

Una pagina di storia biancoblù, scritta dopo quasi mezzo secolo

La goleada, che regala voti da vertigini nelle pagelle con due 9 e un 8 e mezzo, non è un episodio casuale ma un evento che scrive la storia. Per ritrovare una vittoria con almeno sei reti in una competizione ufficiale, i lariani devono risalire a ben quarantanove anni fa, un lasso di tempo che rende l’impresa ancor più significativa. Sono solo cinque, del resto, le volte nel dopoguerra in cui il club ha inflitto tali severi punteggi. Il Torino, suo malgrado, entra dunque nella storia del Como dalla porta principale, diventando il protagonista passivo di due record consecutivi e speculari, prima in casa e poi in trasferta, in una stagione che per i granata si sta rivelando doppiamente amara nello scontro diretto.

Le pagelle riflettono un abisso tecnico e tattico

Non è facile, in verità, dare valutazioni ai singoli dopo un simile risultato. O forse, al contrario, è fin troppo semplice, perché l’abisso tra le due compagini è apparso talmente marcato da rendere quasi superfluo ogni approfondimento. Nella sfida, il Torino ha visto tutto buio dall'inizio alla fine, non riuscendo a rialzarsi dopo il primo colpo e finendo per incassare sei reti senza opporre una reazione credibile. Le pagelle, che vedono Baturina e Douvikas rubare la scena mentre Coco vive un pomeriggio da dimenticare, sono solo il riflesso di un divario palpabile in ogni reparto. Fabregas, dal canto suo, vola: la sua idea di gioco, chiara e penetrante, ha trovato piena attuazione, smontando pezzo dopo pezzo le intenzioni, purtroppo opache, degli avversari.

Il Torino non trova risposte, il Como vola sui record

Era stata una disfatta all'andata, è finita anche peggiormente al ritorno. Il confronto con la formazione di Fabregas è stato impietoso oltre ogni previsione, dimostrando come i granata, da quel 24 novembre, siano rimasti inesorabilmente fermi al palo. Al Sinigaglia, i padroni di casa devono avere tenuto a mente ogni dettaglio, ogni falla, ogni incertezza degli uomini di Baroni, sfruttandole con una metodicità che ha del chirurgico. Il risultato, oltre ai tre punti, è una conferma di forza per un Como che costruisce la sua stagione su prestazioni di carattere, mentre per il Torino si materializza l’ombra di una crisi di identità e risultati, da cui sarà complesso riemergere senza un profondo esame di coscienza.

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