Marathon si aggiorna alla versione 1.0.0.4: nerf ai robot UESC e ai mirini termici nel primo importante patch dopo il lancio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È arrivato il primo, Corposo aggiornamento per Marathon, lo sparatutto fantascientifico di Bungie che ha fatto il suo esordio lo scorso 5 marzo su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S. La patch 1.0.0.4, rilasciata nelle scorse ore dopo una breve finestra di manutenzione dei server, non introduce certamente nuovi contenuti o mappe inedite, ma si concentra invece su un aspetto cruciale per la tenuta del gioco: il bilanciamento. L’update va infatti a rispondere — ed è questo il dato politicamente più rilevante per chi segue le dinamiche di sviluppo — ai primi, concreti feedback provenienti dalla community, quella stessa che aveva popolato la beta e che ora affolla i server di lancio. Le modifiche, lungi dall’essere meri ritocchi estetici, incidono profondamente sul gameplay loop, andando a limare quelle che erano emerse come le principali criticità dei primi giorni. Si interviene in particolare sulla salute e gli scudi dei robot UESC, i nemici controllati dall’intelligenza artificiale che popolano Tau Ceti IV, riducendoli “di una piccola quantità”; una mossa, questa, che mira a contrastare la sensazione, molto diffusa, che tali avversari fossero eccessivi “spugne di proiettili”, richiedendo un dispendio di munizioni talvolta frustrante. Parallelamente, e con una logica consequenziale, Bungie ha aumentato la frequenza di spawn degli armadietti medici e delle casse di munizioni, specialmente nella zona Perimeter, pensata per i giocatori meno esperti o per chi, semplicemente, desidera un approccio più cauto. Chi invece predilige lo scontro diretto dovrà fare i conti con un altro aggiustamento sostanzioso: i mirini termici, divenuti rapidamente il meta per la loro capacità di smascherare gli invisibili e individuare i nemici tra la vegetazione, vedono la loro efficacia ridotta, con una portata di evidenziazione notevolmente calata, specialmente per i fucili di precisione, il cui raggio utile scende da 180 a 100 metri.
Le modifiche allo Shell Rook e la gestione del rischio nella “single player”
Un capitolo a parte, nell’ambito di questa patch, merita l’attenzione riservata allo Shell Rook, una sorta di opzione per il gioco in solitaria che permette di inserirsi in partite già in corso con un equipaggiamento di base. La volontà degli sviluppatori, qui espressa con chiarezza, è quella di rendere più coerente il rapporto tra rischio e ricompensa anche per chi sceglie questa modalità di gioco più “povera”. La modifica sostanziale riguarda il fucile a pompa WSTR, che ora nasce intrinsecamente danneggiato, o “Compromised” nel gergo di gioco: questo significa che non potrà essere estratto al termine della sessione a meno che il giocatore non trovi un apposito riparatore, il Matter Fixative, costringendo quindi a scelte più ponderate. In compenso, e qui si cerca di bilanciare la difficoltà, riuscire a esfiltrare con successo utilizzando lo Shell Rook garantirà ora un aumento della reputazione con la fazione CyberAcme, allineando le ricompense a quelle delle partite singole regolari. È un intervento chirurgico, questo, che dice molto sulla direzione che Bungie intende imprimere al Titolo non uno shooter arcade dove tutto è dovuto, ma un extraction shooter dove ogni scelta, anche quella di entrare in partita da “spettatore”, ha un peso e delle conseguenze precise sull’economia di gioco e sulla progressione del proprio alter ego digitale. Contestualmente, e con una mossa che ha già sollevato dibattito, è stato temporaneamente disabilitato l’accesso alternativo al Pinwheel, la zona ricca di bottino, attraverso il cosiddetto Broken Wing, in attesa di riprogettarne la sfida in modo più coerente.
I numeri del lancio su Steam e le voci sui giocatori PC
Questo primo importante giro di vite arriva in un momento particolare per il titolo Bungie, osservato speciale in un mercato degli sparatutto live-service sempre più saturo e competitivo. I dati di pubblico, infatti, raccontano di un debutto solido ma non trionfale, e in tal senso le voci di corridoio iniziano a diventare sempre più insistenti. Secondo quanto riportato da alcune fonti interne allo studio, e rilanciate dal giornalista di Forbes Paul Tassi, la stragrande maggioranza dei giocatori di Marathon si trova attualmente su PC, con la piattaforma Steam che funge quindi da termometro principale per valutare la salute del gioco. E i numeri, seppur non disprezzabili, mostrano un calo fisiologico dopo il picco iniziale di 88.337 giocatori in simultanea toccato il giorno del lancio, con una flessione del 25% nell’arco della prima settimana. Un dato che, se letto in controluce, suggerisce come l’effetto novità possa essersi già in parte esaurito, e come ora il vero banco di prova per Bungie sia proprio la capacità di mantenere alta l’attenzione con interventi mirati come questo update 1.0.0.4. Resta invece avvolta nel mistero, almeno per ora, la reale consistenza del parco giocatori su console, dato che né Sony né Microsoft hanno rilasciato cifre ufficiali, lasciando il campo a speculazioni e a confronti incrociati con le classifiche di vendita.
Le correzioni tecniche e la road map degli aggiornamenti
Oltre alle modifiche al bilanciamento, che ovviamente attirano su di sé la maggior parte dell’attenzione mediatica, la patch 1.0.0.4 si occupa anche di mettere mano ad alcuni aspetti più tecnici ma ugualmente importanti per la fruizione quotidiana del gioco. Sono stati risolti diversi problemi che causavano crash del client e dei server, e si è intervenuti sugli schermi neri prolungati durante il caricamento delle mappe, un bug che aveva infestato le partite di molti utenti. Migliorata anche la leggibilità degli indicatori a schermo, con i punti di navigazione che ora diventano visibili da una distanza di 20 metri, rispetto ai precedenti 10. Sul fronte dei contenuti, infine, Bungie ha confermato che il battle pass a pagamento della Stagione 1 riceverà un aggiornamento a metà aprile con l’aggiunta di nuove skin per le shell e per le armi, un modo per tenere caldo l’interesse della community in attesa dell’apertura della prima vera area endgame, la Crio Archivio, la cui attivazione sembra essere legata anche alla risoluzione di enigmi collettivi da parte dei giocatori più hardcore.




