Jeep, Audi e Renault: i vincitori del Car Design Award 2026 premiati a Milano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sul filo del rasoio tra tradizione e innovazione, il mondo dell’automobile ha celebrato i suoi "Oscar" del gusto alla Milano Design Week, e a spuntarla, guarda un po’, non sono solo le solite hypercar da vetrina. La giuria del Car Design Award, istituito dalla rivista specializzata Auto&Design, ha infatti decretato i trionfatori dell’edizione 2026, consegnando i trofei – realizzati in collaborazione con Alcantara – nell’elegante cornice dell’ADI Design Museum lo scorso 22 aprile. Tre le categorie in gara, che spaziano dalla pura arte concettuale alle regine della strada, passando per la coerenza stilistica dei grandi marchi.

L’identità senza tempo di Jeep, un linguaggio che non tradisce le origini

Tra i premi più ambiti, quello per il "Brand Design Language" è andato a Jeep, un riconoscimento che la dice lunga sulla trasversalità del suo linguaggio. Non si tratta, lo diciamo subito, di un premio per un modello specifico, bensì per l’intero comparto stilistico del brand; un comparto che, secondo la giuria internazionale, è riuscito a lavorare sulla coerenza formale applicandola in modo armonico su tutta la gamma, dalla più accessoria delle utilitarie al fuoristrada più spigoloso. La motivazione ufficiale è stata persino poetica: "Senza mai tradire le proprie origini – si legge in una nota – Jeep reinterpreta elementi semantici inconfondibili come la griglia a sette feritoie e i passaruota trapezoidali, trasformandoli in simboli universali di avventura e libertà". Un plauso, questo, che certifica come l’autenticità resti il pilastro portante di ogni creazione, persino in un’era dominata dalla transizione energetica.

Audi Concept C, la "radical simplicity" che conquista la categoria concept

Spostando l’attenzione sui prototipi, nella sezione "Concept Cars" il gradino più alto del podio è stato occupato dal team di design di Audi con il progetto Concept C. La vettura, che ha preceduto in classifica la Genesis Magma GT e la Citroen Elo, è stata osannata per il suo rigore minimalista. La giuria ha descritto l’opera come un esercizio magistrale di "radical simplicity", dove la forma sembra letteralmente scolpita da un unico blocco di alluminio; una scelta, questa, che riesce a fondere tecnologia, emozione e chiarezza strutturale senza cadere nella banalità del futuristico fine a se stesso.

Renault Twingo E-Tech Electric, un tributo agli anni Novanta che guarda al futuro

Quanto alle auto che potremo davvero guidare – la categoria "Production Cars" – il trionfo è stato per la rinnovata Renault Twingo E-Tech Electric, la piccola citycar che ha sbaragliato concorrenti del calibro della BMW iX3 e della Ferrari 849 Testarossa. Nel premiarla, il consenso dei giornalisti internazionali si è concentrato sulla sua capacità di evocare la forma monovolume dell’antenata anni Novanta senza risultare stantia, unendo "stile, simpatia e accessibilità". Laurens van den Acker, chief design officer del gruppo Renault, ha ritirato il premio sottolineando come anche il piccolo formato, se trattato con intelligenza, possa trasformarsi in un autentico statement di design; una boccata d’aria fresca, insomma, in un mercato sempre più ossessionato dalle dimensioni mastodontiche.

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