Dl Cultura, Giuli ringrazia anche chi "non merita": via libera alla Camera
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Redazione Interno
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L’Aula della Camera ha dato il via libera al decreto legge Cultura, con 149 voti favorevoli e 98 contrari, dopo un acceso dibattito che ha visto protagonista il ministro della Cultura, Giulia Giuli, la quale, nel ringraziare la maggioranza per il sostegno ricevuto, non ha mancato di lanciare un messaggio alle opposizioni. “Ringrazio quest’Aula, ringrazio la maggioranza in particolare, che mi ha sostenuto in questo lavoro straordinario, sia in commissione che qui”, ha dichiarato Giuli, aggiungendo con tono deciso: “Grazie anche a chi non sempre merita del tutto i ringraziamenti o sceglie di non riceverli”. Un passaggio che, sebbene velato da formalità istituzionali, non ha mancato di suscitare reazioni tra i banchi dell’opposizione.
Il decreto, che ora passerà al Senato per l’approvazione definitiva, introduce una serie di misure volte a rilanciare il settore culturale, con un focus particolare sulla rigenerazione delle aree periferiche e svantaggiate. Tra le novità più significative, spicca il cosiddetto “Piano Olivetti per la cultura”, un progetto che prende il nome dall’imprenditore e intellettuale Adriano Olivetti, la cui eredità culturale e sociale non veniva evocata in Parlamento da decenni. Il piano, che sarà adottato dal ministro, mira a valorizzare biblioteche, archivi, istituti storici e la filiera dell’editoria libraria, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo culturale diffuso e inclusivo.
Giuli, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di guardare al “lato positivo” del provvedimento, pur riconoscendo le critiche emerse durante il dibattito. “Credo che sia il caso di guardare oltre le critiche più che legittime”, ha affermato, evidenziando come il decreto rappresenti un passo significativo per ridare centralità alla cultura nel dibattito politico. Tuttavia, le polemiche non mancano, e alcune di esse verranno affrontate, come ha precisato il ministro, “nelle sedi opportune”.
Il voto sulla fiducia, posto dal governo, ha registrato 196 sì, 112 no e 4 astenuti, confermando un sostegno ampio ma non privo di divisioni. Il provvedimento, che ha già superato lo scoglio della Camera, dovrà ora affrontare l’esame del Senato, dove non è escluso che possano emergere ulteriori tensioni. Intanto, il dibattito sul Dl Cultura continua a dividere, tra chi lo considera una svolta necessaria per il rilancio del settore e chi lo critica per presunte lacune o priorità sbagliate.




