Juve, Bremer avvisa: “Se vinciamo a San Siro è quasi fatta. Ma questa stagione non è positiva”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   È una di quelle serate, la vigilia di Milan-Juventus, in cui il calendario sembra essersi divertito a condensare mesi di tensione in novanta minuti. Domani sera a San Siro, per la quintultima giornata di questo campionato di Serie A Enilive, si gioca molto più di un derby d’Italia con la moviola in tasca: si gioca un pezzo da novanta della prossima Champions League. La matematica, si sa, è una scienza esatta anche quando si veste di calcio, e i numeri parlano chiaro. Milan e Juve sono separate da un solo risultato pieno, quei tre punti che trasformano una sfida in un vero e proprio spareggio. Chi vince – lo dice l’aritmetica – allunga il passo verso l’Europa che conta, chi perde si condanna a un finale di stagione da fesa di coltello, con gli altri pretendenti pronti ad approfittarne.

Gleison Bremer, il baluardo brasiliano della difesa juventina, non ha usato giri di parole nella consueta conferenza stampa della vigilia. “Se vinciamo domani sarà quasi fatta per la Champions”, ha detto, con una sicurezza che non lascia spazio a interpretazioni. Ma attenzione: non c’è solo il presente in quelle parole, né solo la carica agonistica che una sfida del genere richiede. Il difensore, che dopo il grave infortunio al ginocchio ha ritrovato quella continuità che per un centrale è come l’ossigeno per un maratoneta, ha voluto aggiungere un’analisi più di fondo, quasi un esame di coscienza collettivo. A suo avviso, infatti, anche agganciare il Milan in classifica – magari superandolo grazie alla differenza reti negli scontri diretti – non basterebbe a rendere positiva questa stagione bianconera. “Avremmo dovuto fare meglio, non è stata una stagione positiva perché ci è rimasto soltanto l'obiettivo minimo”.

La difesa come destino e la fascinazione per la Premier

Dietro le dichiarazioni di rito, però, si muove un’altra partita, quella silenziosa ma altrettanto intensa del mercato. Il futuro di Bremer, si sa, è stato oggetto di conversazioni e articoli a ripetizione nell’ultimo anno, con le sirene della Premier League che si sono fatte più insistenti. Eppure, il giocatore sembra aver preso una strada precisa: quella del rinnovo. Secondo quanto trapela dagli ambienti vicini alla società, la Juventus vorrebbe costruire il nuovo ciclo – quello targato Spalletti, dopo gli ultimi rinnovi importanti – proprio attorno alla sua solidità difensiva.

C’è una clausola, quella da 58 milioni di euro valida fino ai primi giorni di agosto, che farebbe gola a molti club inglesi. Ma l’impressione, a sentire le parole e i silenzi del diretto interessato, è che Bremer abbia voglia di riscatto più che di valigia. Quando parla di “voglia di vincere” e del fatto che “non si può puntare sempre solo alla Champions”, il brasiliano lancia un messaggio che è anche una richiesta di ambizione alla propria dirigenza. A 29 anni, dopo un infortunio serio alle spalle, il tempo per aspettare un progetto che decolli è finito.

L’ombra di Allegri e la memoria tattica

Non sarà una partita come le altre, domani a San Siro. E non lo è neppure per l’ex di turno, quel Massimiliano Allegri che siede sulla panchina rossonera dopo aver scritto pagine di storia su quella bianconera. Bremer, che con Allegri ha lavorato e ha “imparato tanto in fase difensiva” -1, sa bene cosa aspettarsi. “Conosciamo bene Allegri, è un bravo allenatore e ha vinto tanto. Loro sono bravi in ripartenza e sulle palle inattive, dovremo stare attenti”. È una dichiarazione che puzza di strategia lontana un miglio: la Juve si prepara a una gara di pazienza, di densità tattica, dove l’errore si paga a caro prezzo.

Lo dice anche la statistica, se vogliamo darle retta: i precedenti recenti tra queste due squadre sono spesso stati giochi a scacchi finiti in parità, con reti che scarseggiavano. Milan e Juve, in fondo, si assomigliano in questo finale di stagione: hanno fame, hanno bisogno, ma soprattutto hanno paura di sbagliare. Per Bremer, che dalla difesa vede tutto, “per vincere serve una difesa solida”. Una frase che suona quasi come un avvertimento per i suoi, ma anche come una promessa. Perché se domani la sua Juve uscisse indenne dal Meazza con tre punti in tasca, l’Europa sarebbe lì, a un passo. E quella che finora è stata una stagione “non positiva” potrebbe prendere un’altra piega. Almeno, quella della qualificazione.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.