La presa d’atto della grazia chiude (formalmente) il caso Minetti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Venerdì 12 giugno, salvo colpi di scena dell’ultima ora che nessuno degli addetti ai lavori sembra davvero pronosticare, il Tribunale di Sorveglianza di Milano si limiterà a prendere atto di un atto di clemenza firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; lo farà dichiarando, con un’ordinanza, la “cessata materia del contendere” rispetto alla posizione dell’ex consigliera regionale lombarda, Nicole Minetti, cancellando di fatto i residui effetti della pena a suo tempo irrogata. primaonline +3

Il procedimento – che avrebbe dovuto discutere la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dalla stessa Minetti dopo la condanna definitiva – si trasformerà così in un passaggio meramente formale, una sorta di adempimento burocratico giunto al termine di una lunga scia di polemiche e di verifiche suppletive volute dalla stessa Procura Generale. ilfattoquotidiano +3

Era stato proprio il rinvio dell’udienza, fissata originariamente per il 16 maggio scorso, a tenere ancora in bilico la vicenda; un rinvio che i magistrati avevano disposto per fare chiarezza, attraverso nuovi accertamenti, su alcuni articoli di stampa che avevano gettato ombre sui presupposti stessi della grazia. ilfattoquotidiano +3

L’ultimo atto di un doppio processo tra Ruby e rimborsi

Quella che si chiuderà venerdì è una vicenda giudiziaria che affonda le radici in due distinti filoni processuali, entrambi conclusisi con condanne per l’imputata. repubblica +3

Da un lato c’è il cosiddetto “Ruby-bis”, il processo che valse a Minetti una condanna a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione – una vicenda legata alle serate nella residenza di Arcore dell’allora leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi – e dall’altro il filone noto come “Rimborsopoli”, che coinvolse decine di politici lombardi accusati di peculato per l’uso indebito dei fondi del gruppo consiliare, per cui l’ex consigliera si è vista infliggere un ulteriore anno e un mese. corriere +3

Il cumulo delle due pene, arrivato a 3 anni e 11 mesi complessivi, avrebbe dovuto essere scontato – stando alla richiesta della difesa – attraverso la misura alternativa dell’affidamento in prova, un’istanza che è stata di fatto superata dall’intervento della grazia presidenziale concessa (si è saputo solo in aprile, ma risalente a febbraio) per “motivi umanitari” legati alle gravi condizioni di salute di un familiare minore della donna. ilsole24ore +3

In quella sede, il Quirinale aveva già ottenuto il parere favorevole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e del procuratore capo della Corte d’Appello, prima ancora che scoppiasse la bufera mediatica che ha caratterizzato le scorse settimane. virgilio +3

Le verifiche della Procura e lo scontro con le inchieste giornalistiche

La “presa d’atto” del 12 giugno arriva al termine di un periodo di forti tensioni, in cui alcuni articoli di stampa avevano tentato di scalfire la legittimità dell’intervento del Capo dello Stato; gli stessi legali americani del gruppo Cipriani, vicino a Minetti, hanno recentemente reagito chiedendo un risarcimento danni di 250 milioni di dollari a una testata nazionale, accusata di aver costruito una narrazione diffamatoria. opinione +3

È proprio a seguito di quelle inchieste – che parlavano di presunte irregolarità nella procedura di adozione del minore, di irreperibilità della donna in Sud America e persino di presunti festini con droga e escort – che la Procura Generale di Milano, con un supplemento di indagine affidato anche ai carabinieri e con verifiche all’estero tramite Interpol, ha dovuto certificare che quei fatti “non corrispondono al vero”. ilgiornale +3

I magistrati milanesi, attraverso la procuratrice generale Francesca Nanni, hanno stilato una relazione nella quale si esclude l’esistenza di pendenze giudiziarie in Uruguay o Spagna a carico della coppia, si smentisce la ricostruzione di una battaglia legale per l’adozione e si conferma la gravità della patologia che affligge il bambino, costretto a cure specialistiche anche negli Stati Uniti. ilfattoquotidiano +3

Un’udienza a porte chiuse per un epilogo già scritto

L’udienza di venerdì si terrà regolarmente nonostante uno sciopero nazionale degli avvocati – i legali della stessa Minetti hanno scelto di non aderire all’astensione proprio per chiudere il fascicolo – e vedrà l’ex igienista dentale, ormai lontana dalle cronache mondane, assente dall’aula del palazzo di giustizia di Milano. ilfattoquotidiano +3

Sarà un passaggio breve, quasi un atto dovuto, nel quale i giudici prenderanno atto che la grazia ha estinto la pena residua, dichiarando di fatto decaduto il titolo esecutivo e chiudendo quella che, per molti osservatori, era ormai diventata un’anomalia procedurale. ilfattoquotidiano +3

Nessun pronunciamento nel merito della colpevolezza o dell’innocenza, dunque, ma solo la constatazione che la giustizia, in questo specifico episodio, ha esaurito i suoi spazi di azione lasciando spazio a un atto di clemenza che – al di là del dibattito politico e mediatico che lo ha accompagnato – sancisce la fine della partita giudiziaria per l’ex consigliera regionale. ilfattoquotidiano +3

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