Chivu e Tudor a confronto sulla Juve: il Parma nel mirino, ma i pensieri sono altrove
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Redazione Sport
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Cristian Chivu, seduto davanti ai giornalisti nella sala stampa del Tardini, ha scelto le parole con cura. "È stata una settimana intensa, di lavoro fatto bene", ha detto, lasciando trapelare poco dell’approccio che il Parma adotterà contro la Juventus. Quello che conta, per lui, è il presente: "Ora il passato non è importante", ha aggiunto, evitando di soffermarsi sui rumors che legano Igor Tudor alla panchina gialloblu. Un accenno volutamente sfuggito, quasi a ribadire che la partita di lunedì va oltre i nomi e le speculazioni.
D’altronde, per entrambe le squadre la posta in gioco è alta. Il Parma, ancora invischiato nella lotta per non retrocedere, punta a ripetere le prestazioni che gli hanno permesso di strappare un pari contro Inter e Fiorentina. La Juve, invece, deve confermare il suo slancio verso la Champions League, obiettivo non più rinviabile dopo una stagione altalenante.
Tudor, dal canto suo, ha preferito smarcarsi da qualsiasi definizione. "Traghettatore? Non mi sento tale", ha dichiarato, pur ammettendo che "ogni allenatore vive alla giornata". Le sue parole, asciutte e pragmatiche, rivelano una consapevolezza: per sperare in un futuro alla Juve, servono risultati immediati. La qualificazione in Champions è il minimo, senza contare l’impegno nel Mondiale per Club, che potrebbe rappresentare un ulteriore banco di prova.
Intanto, i dubbi permangono sul fronte infortuni. Yildiz e Koopmeiners, entrambi incerti per la trasferta, hanno lasciato spazio a domande sulla formazione che scenderà in campo. Ma Tudor, evitando di svelare troppe carte, ha preferito concentrarsi sul valore dell’avversario: "Non esiste un piano A o B. Servono giocatori al top, perché il Parma è una squadra in forma". Un avvertimento, forse, per chi pensa a una partita già scritta.




