Starlink, il Colle frena: Musk deve rivolgersi al governo
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Redazione Interno
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Elon Musk, il fondatore di Tesla e SpaceX, ha espresso il desiderio di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definendolo un “onore” in un post pubblicato due giorni fa sul suo social X. Tuttavia, le possibilità che il tycoon varchi il portone del Quirinale appaiono remote. Il motivo è semplice: secondo il protocollo istituzionale, le questioni legate a potenziali accordi commerciali, come quello relativo al sistema satellitare Starlink, non rientrano nelle competenze del Colle, ma spettano al governo.
Musk, che da tempo punta a stringere collaborazioni con l’Italia per l’implementazione della sua rete satellitare, sembra aver sbagliato indirizzo. Fonti vicine al Quirinale hanno chiarito che qualsiasi trattativa di natura economica o strategica deve passare attraverso l’esecutivo, attualmente impegnato a valutare i pro e i contro di un eventuale accordo. Proprio ieri, si sono svolti contatti tecnici tra le parti interessate, segno che il dialogo è in corso, ma ancora lontano da una conclusione.
Intanto, il magnate statunitense ha dovuto fare i conti con una retromarcia pubblica riguardo all’uso di Starlink in Ucraina. Dopo aver inizialmente lasciato intendere che avrebbe potuto limitare il supporto alle comunicazioni ucraine, Musk ha precisato domenica sera che i terminali non verranno mai disattivati. “Non importa quanto io non sia d’accordo con la politica ucraina”, ha scritto su X, “Starlink non spegnerà mai i suoi terminali. Senza di essi, le linee ucraine collasserebbero”. Una presa di posizione che arriva in un momento delicato, con Bruxelles pronta a intervenire qualora gli Stati Uniti dovessero ridurre il loro sostegno tecnologico a Kiev.
Sul fronte politico italiano, le divisioni interne alla maggioranza emergono con chiarezza. Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier, ha apertamente sostenuto l’idea di un incontro tra Musk e Mattarella, mentre Forza Italia mantiene un atteggiamento più cauto. Antonio Tajani, altro vicepremier e esponente di spicco del partito berlusconiano, ha preferito non sbilanciarsi, limitandosi a un formale augurio di compleanno inviato a Salvini via WhatsApp. Una cortesia che non nasconde le divergenze, soprattutto in materia di politica estera e di strategie tecnologiche.




