Federdanza, l’inchiesta svela il sistema dei voti manipolati: la presidente Lunetta nel mirino della procura
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Laura Lunetta, romana di 54 anni con un curriculum che spazia dalla biologia all’ingegneria industriale, si trova ora al centro di una bufera giudiziaria che rischia di travolgere la Federazione italiana danza sportiva (Fidesm), l’ente che lei stessa guida dal 2022. Unica donna a capo di una federazione nazionale, nonché figura di spicco nella Giunta del Coni dove coordina il dipartimento per le pari opportunità, la Lunetta è stata raggiunta da un avviso di garanzia insieme ai collaboratori Ferruccio Galvagno, Piercarlo Pilani e Ottavio Capelli. La procura di Roma, che ha già effettuato perquisizioni nei domicili degli indagati e negli uffici della federazione, contesta a vario titolo il reato di “atti fraudolenti volti ad alterare i risultati delle competizioni sportive”, con particolare riferimento ai campionati assoluti che si sono tenuti a Riccione tra il 19 e il 22 febbraio 2026.
Il software TopTurnier e il sistema degli arbitri compiacenti
Al cuore dell’indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, vi è la presunta manipolazione del software “TopTurnier”, uno strumento digitale utilizzato per la raccolta dei voti e la designazione dei giudici di gara. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sistema sarebbe stato violato per selezionare con un semplice clic arbitri ritenuti compiacenti, alterando così le medie finali e favorendo di fatto alcune coppie o scuole di ballo rispetto ad altre. L’accusa è particolarmente grave perché, se confermata, configurerebbe un meccanismo strutturato per snaturare l’essenza stessa della competizione, trasformando la pedana in un mercato dove il merito cede il passo a logiche di potere e clientele. La Procura ha messo sotto sequestro documenti, computer e dispositivi mobili, cercando di ricostruire la rete di contatti e le eventuali pressioni esercitate sui tecnici. Tra gli aspetti più delicati emersi dalle carte c’è il ruolo di Ferruccio Galvagno, già presidente della Fidesm dal 2001 al 2011, radiato in passato dal Coni per vicende simili e poi riabilitato proprio sotto la gestione Lunetta.
La figura del presidente ombra e la resistenza di Lunetta
La posizione di Galvagno, definito dagli investigatori una sorta di “presidente ombra” o “dominus di fatto” della federazione, getta un’ombra lunga sulla gestione della danza sportiva italiana. Nonostante la radiazione subita anni fa per presunte alterazioni dei risultati e pressioni indebite, l’uomo era rientrato nei quadri federali con un incarico da coordinatore retribuito, suscitando le proteste di una parte del movimento. A ciò si aggiungono le polemiche per alcune dichiarazioni pubbliche dello stesso Galvagno, ritenute omofobe, che non avevano però portato a provvedimenti disciplinari né da parte della federazione né del Coni. Laura Lunetta, da parte sua, ha scelto per ora una linea attendista: dopo aver annunciato una “pausa di riflessione” di due o tre giorni, ha inizialmente escluso l’ipotesi di autosospendersi, dichiarando piena fiducia nella magistratura e ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati. Nei giorni scorsi, però, la situazione è evoluta con la decisione di fare un passo indietro temporaneo, anche se fonti vicine alla dirigente parlano di una misura precauzionale più che di una resa.
Trent’anni di storia travagliata e lo spettro del commissariamento
La Fidesm, costituita ufficialmente nel 1996, non è nuova a scenari di crisi. In quasi trent’anni di attività, la federazione ha collezionato tre commissariamenti straordinari, una ventina di dirigenti squalificati e un presidente radiato, oltre a una lunga scia di querele e controquerele che hanno reso particolarmente tesa l’atmosfera nei circoli e nelle gare. L’attuale inchiesta, però, arriva in un momento particolarmente delicato, perché la danza sportiva era stata recentemente riammessa nell’alveo olimpico grazie al settore paralimpico, ottenendo anche un contributo pubblico annuo di circa due milioni e mezzo di euro. Con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che non ha nascosto la propria preoccupazione per il ripetersi di scandali, lo spettro di un nuovo commissariamento si fa concreto. Il governo, attraverso i canali istituzionali, avrebbe già fatto sapere di non voler attendere oltre, spingendo il Foro Italico a decidere in tempi brevi se rimuovere gli attuali vertici o affidare la gestione a un commissario esterno. L’esito di questa partita, che intreccia profili penali e responsabilità sportive, determinerà il futuro di una disciplina che conta oltre un milione di praticanti in Italia.




