Addio a Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter e della Nazionale: il gol in 13 secondi nel derby e la Grande Inter di Herrera
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Redazione Interno
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Sandro Mazzola è morto oggi a 83 anni. La notizia arriva da SportMediaset, che ha diffuso anche il ricordo del club nerazzurro. Mazzola era nato a Torino l'8 novembre 1942, figlio di Valentino, il capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga. La sua carriera è stata interamente legata all'Inter, dove è arrivato da ragazzo e dove è rimasto per diciassette stagioni da calciatore, diventando poi dirigente.
L'esordio e il legame con Herrera
Il debutto in Serie A risale al 10 giugno 1961, in una partita contro la Juventus che l'Inter perse 9-1 schierando la Primavera per protesta. Mazzola segnò su rigore l'unico gol nerazzurro. All'inizio Helenio Herrera non lo considerava un titolare, ma fu proprio il tecnico argentino a trasformarlo da centrocampista a punta, come ha raccontato lo stesso Mazzola in alcune interviste degli anni successivi. «Il Mago Helenio Herrera mi cambiò il carattere: non volevo fare il centravanti, lui capì come sfruttarmi», aveva detto. Il rapporto con Herrera fu centrale nella costruzione della Grande Inter.
Il gol dopo 13 secondi nel derby
Il 24 febbraio 1963, al suo primo derby della Madonnina in Serie A, Mazzola segnò dopo appena 13 secondi, ancora oggi il gol più veloce nella storia della stracittadina milanese. Quel giorno l'Inter pareggiò 1-1 con il Milan. La rete arrivò da un'azione rapida: palla a Mario Corso, cross al centro, uno-due con Luis Suarez e tiro rasoterra che superò il portiere Giorgio Ghezzi. Mazzola aveva 20 anni e quel gol contribuì alla conquista dello scudetto di quella stagione, il primo sotto la presidenza di Angelo Moratti.
I trionfi con l'Inter e la Nazionale
Con la maglia nerazzurra Mazzola ha vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nella finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid segnò una doppietta, contribuendo al 3-1 con cui l'Inter conquistò il trofeo. In quella circostanza Ferenc Puskas, leggenda del calcio ungherese, gli disse che era degno di suo padre. Con la Nazionale italiana ha collezionato 70 presenze e 22 reti, vincendo il Campionato d'Europa del 1968 e raggiungendo la finale del Mondiale del 1970, persa contro il Brasile di Pelé.
Nel 1971 si classificò secondo nella classifica del Pallone d'Oro, dietro Johan Cruyff.
Il ricordo dell'Inter e il cordoglio
Il club nerazzurro ha ricordato Mazzola con un messaggio diffuso sui propri canali: «C'è chi entra nella storia. E poi c'è chi diventa la storia stessa dell'Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l'amore per questi colori». Anche il Monza si è unito al cordoglio per la scomparsa. Mazzola aveva recentemente raccontato il suo rapporto con Giacinto Facchetti, ricordando che quando Herrera gli diede la fascia di capitano ci fu un momento di tensione con il compagno, poi risolto con un abbraccio.
Dopo il ritiro nel 1977, Mazzola è stato dirigente all'Inter, al Genoa e al Torino, firmando tra gli altri il contratto di Ronaldo con i nerazzurri.
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