Scontro tgv-camion militare nel nord della Francia: morto il macchinista e 27 feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’alba di ieri si è trasformata in un boato improvviso, quello che ha preceduto l’impatto tra un treno ad alta velocità (Tgv) e il rimorchio di un mezzo pesante dell’esercito, in un passaggio a livello situato tra Béthune e Lens, nel dipartimento del Pas-de-Calais. L’incidente, avvenuto intorno alle sette del mattino, ha subito assunto i contorni di una tragedia ferroviaria tra le più gravi degli ultimi anni nella regione, sebbene il bilancio finale, per quanto drammatico, abbia evitato una strage solo per circostanze ancora da accertare. Il macchinista, unica vittima accertata sul colpo, è deceduto nell’urto frontale con il rimorchio che, stando alle prime ricostruzioni, trasportava un veicolo utilizzato dalle unità del genio militare francese reduce da un’esercitazione in Belgio.

La dinamica dello scontro e la velocità del treno

Secondo quanto riferito dalla prefettura locale e da un portavoce della Sncf – la Società nazionale delle ferrovie francesi – il Tgv viaggiava a circa 160 chilometri orari quando si è trovato il passaggio improvvisamente ostruito. Nessuna frenata d’emergenza, a quanto pare, è stata in grado di evitare l’urto: il clacson del treno ha risuonato per un paio di secondi, poi il boato della lamiere che si accartocciavano l’una contro l’altra. I primi soccorritori arrivati sul posto hanno descritto una scena di caos controllato, con i vagoni ancora in sede ma il convoglio pesantemente danneggiato nella parte anteriore. L’energia cinetica in gioco, quella di una massa di diverse centinaia di tonnellate lanciata a velocità elevata, ha reso inevitabile l’esito per chi si trovava nella cabina di guida.

Il bilancio delle vittime e dei feriti

Una portavoce della prefettura ha confermato il numero dei feriti: ventisette passeggeri hanno riportato lesioni di varia entità, di cui due versano in condizioni giudicate gravi ma, hanno precisato le stesse fonti, non in pericolo di vita. Gli altri venticinque feriti lievi sono stati presi in carico dai servizi di emergenza, con un dispositivo che ha mobilitato diverse decine di vigili del fuoco e ambulanze provenienti da Bethune e da Lens. La vittima, il macchinista, è stata estratta dai rottami senza vita; nessun altro viaggiatore, tra i circa duecento presenti a bordo del Tgv, ha riportato traumi incompatibili con la sopravvivenza. Il mezzo pesante coinvolto, un rimorchio militare agganciato a un camion dell’esercito, trasportava un veicolo del genio: non è chiaro se il conducente del camion sia riuscito a liberare l’attraversamento in tempo utile o se vi siano state manovre azzardate, aspetti che gli inquirenti stanno ora vagliando.

I vertici istituzionali in arrivo sul posto

Il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, è atteso a breve sul luogo del disastro, accompagnato dal presidente e amministratore delegato della Sncf, Jean Castex. La loro presenza, oltre a un gesto di vicinanza verso le famiglie delle vittime e dei feriti, segna l’avvio di una duplice inchiesta: quella tecnica interna alla compagnia ferroviaria – che dovrà verificare lo stato di manutenzione del passaggio a livello e la segnaletica – e quella giudiziaria, affidata alla procura di Béthune, per accertare eventuali responsabilità penali. I passaggi a livello in Francia, sebbene progressivamente ridotti o automatizzati, restano punti critici della rete, specie in aree dove convivono traffico pesante e linee ad alta velocità. La dinamica ricorda incidenti analoghi del passato, anche se la presenza di un mezzo militare aggiunge un elemento di complessità alle indagini, che dovranno chiarire perché il rimorchio si trovasse sui binari nel momento esatto del passaggio del Tgv.

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